Società Operaia
 
 
Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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LAZIO - Roma

Roma, 26 giugno 2011


Carissimi amici,
al termine dei nostri incontri mensili, soprattutto di questi ultimi anni, è stato sempre più doloroso fare il bilancio, in particolare per quei Reparti che stanno incontrando difficoltà soprattutto numeriche.
La continua e sensibile diminuzione di coloro che partecipano alle riunioni è ovviamente motivo di sconforto, anche se ci è facile riconoscere che non si tratta di “abbandono” dovuto a cattiva volontà o pigrizia spirituale; ci sono ragioni molto concrete, quali l’età, le distanze, le malattie e anche la morte. Si aggiunga anche la dipendenza dagli altri per essere accompagnati. Le “buone” ragioni si potrebbero moltiplicare.

Pensando alla spiritualità del Getsemani, che dire della sentita sofferenza di non essere più all’altezza degli impegni assunti, onorati per tanti anni con reciproca edificazione? Quanti nostri Operai, infatti, ci hanno preceduti verso il Tabor e rimangono nella nostra mente come un grato ricordo!

Alla preoccupazione, soprattutto nel passato, di non essere abbastanza “vigilanti” nel Getsemani, si aggiunge ora anche quella di non “esserci”, tanto si va riducendo la nostra presenza “fisica”, che, tuttavia, supera ancora… il numero di “tre”; ricordiamoci, in ogni modo, che il rimprovero di Gesù verso i discepoli non era rivolto al loro scarso “numero”, dipeso da lui stesso che li aveva scelti, ma alla loro mancata partecipazione alla sua “agonia”.

E’ necessario e sufficiente, dunque, che ciascuno di noi continui nell’osservanza dei suoi impegni spirituali con il fervore di sempre.

Messo al sicuro l’essenziale, cerchiamo, tuttavia, nei limiti del possibile, di trovare il modo di conservare anche qualche elemento “visibile” di associazione con l’aiuto soprattutto di quei Reparti che ne hanno la possibilità.
Se i “fratelli” più fortunati si prenderanno cura dei Reparti in difficoltà, potremo superare questo difficile momento. E’ il collaudato metodo della “Comunione dei Santi”.

Lo Spirito Santo ci illumini.

Coraggio, dunque, e … all’Opera!
Un cordiale saluto a tutti, uniti nella vigilanza e nella preghiera.

P.Tarcisio Stramare, OSJ
Vita Operaia


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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