2 - Gesù
desidera che gli Apostoli prediletti si fermino sul luogo della sua
agonia: <<sustinete hic>> ed il suo invito, come
ogni parola del Vangelo, si prolunga nel tempo e giunge fino a noi.
Avendo Egli parlato per ogni uomo, di ogni tempo, è doveroso
che l'attenzione si fermi su questo preciso desiderio e che ciascuno
si chieda perché mai il Cristo abbia voluto e voglia questa sosta
delle anime nel Getsemani.
Essendo il Maestro venuto fra noi per insegnare la via della salute,
possiamo ritenere che anche questo episodio della sua vita, e perciò
questo suo desiderio, abbia come scopo essenziale la redenzione dell'uomo.
È per noi che Egli si dispone a soffrire ed è per noi,
anzitutto, che Egli ci chiede di sostare nella notte del suo dolore.
In altri termini, noi siamo invitati a fermarci per imparare da Lui,
dal suo esempio e dalle sue parole in circostanze così straordinarie;
perciò <<hic>>, in questo luogo santo, dobbiamo
anzitutto raccoglierci e meditare.
La meditazione, muovendo dagli elementi certissimi che ci vengono offerti
dalla parola dello Spirito Santo, divino Relatore di quanto avvenne
nel Getsemani, deve analizzarne ogni parte utilizzando il sapere raccolto
dalla Chiesa nel corso dei secoli e ricavando quegli insegnamenti che
la mente umana può formulare in questa mistica sosta.
La fermata non è per immobilizzare l'uomo ma per concentrare
le sue forze spirituali sopra l'oggetto che la bontà divina ha
predisposto per lui, forze spirituali che constano nel tempo stesso
di pensiero e di volontà.
Non basta contemplare, bisogna assimilare, così che l'anima trovi
nel Getsemani i gradini della sua ascensione, dolorosamente scolpiti
dal Cristo, e li percorra.
Come geograficamente il Getsemani si trova alle falde del monte degli
ulivi, così misticamente si trova alla radice del monte della
perfezione. Bisogna saper trovare, fra le ombre del Getsemani, la via.
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