4 - Nella festa del Sacro Cuore la Chiesa ricorda l'epistola di San
Paolo agli abitanti di Efeso dove l'apostolo, avendo detto che gli fu
accordata la grazia di annunziare presso i gentili le incommensurabili
ricchezze del Cristo, soggiunge che egli ha il compito di mettere in
luce davanti a tutti l'economia del mistero nascosto, dalle origini
dei secoli, in Dio: <<Illuminare omnes, quae sit dispensatio
sacramenti absconditi a saeculis in Deo>> (Ef. 3,9 - Mettere
a tutti in luce quale sia la traduzione in atto dell'arcano nascosto
da secoli in Dio).
Questa economia si è realizzata nella storia attraverso una distribuzione
sempre più larga dei sacri misteri, cosicché nuova capacità
di comprendere fu data progressivamente all'uomo e la Chiesa vide con
sempre maggiore chiarezza ciò che fin dall'inizio fu annunziato.
Questo accrescimento della Sposa di Cristo nella conoscenza del suo
Sposo è una dolce anticipazione della luce totale che irromperà
dopo morte nella mente degli eletti.
Con la sua liturgia la Chiesa mette dunque in relazione questa progressiva
distribuzione del mistero con la conoscenza del Sacro Cuore di Gesù
che, pur essendo stato annunziato dai Padri, dai Dottori, dai Santi
e dalle anime contemplative fin dai primi secoli della Chiesa, ebbe
il suo trionfo nelle rivelazioni concesse, durante la seconda metà
del '600, a Santa Margherita Maria Alacoque.
Fra le istruzioni e le richieste rivolte da Gesù alla grande
figlia di San Francesco di Sales, vi è quella di praticare l'ora
santa e cioè di vegliare con lui nella notte in memoria dell'ora
di agonia che Egli trascorse nel Getsemani.
Il Sacro Cuore ripetè più volte questa richiesta come
si può leggere negli scritti della Santa.
Queste ripetute richieste di Gesù rivolte a Margherita Maria
portano della luce nel mistero del Getsemani perché ci fanno
comprendere che le sofferenze alle quali il Cristo si sottopone riguardarono
soprattutto il suo Cuore, se questo Cuore benedetto chiede di essere
compreso e confortato.
Anche il <<Sustinete hic et vigilate>> si rivela,
in questo modo, come un'espressione del sentimento di Gesù e
cioè come un bisogno del suo Cuore, come una necessità
creata in lui dall'amore.
Perciò sembra possibile di concludere che la devozione verso
l'agonia del Getsemani è l'essenza intima della devozione verso
il Sacro Cuore la quale è destinata, come disse San Giovanni
Evangelista a santa Geltrude, a riscaldare l'amore verso Dio in un mondo
invecchiato e raffreddato.
<<Consilium Domini in aeternum manet; cogitationes cordis
ejus in generatione et generationem... Ut eruat a morte animas eorum
et alat eos in fame>> (Salmo 32, 11,19 - II
disegno del Signore sussiste in eterno: e i pensieri del suo cuore per
tutte le età... Per liberare dalla morte le anime loro e nutrirli
in tempo di fame).
fine 4° paragrafo.......XII Capitolo 1°
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