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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XI

<<VIGILATE MECUM>>

4 - Nella festa del Sacro Cuore la Chiesa ricorda l'epistola di San Paolo agli abitanti di Efeso dove l'apostolo, avendo detto che gli fu accordata la grazia di annunziare presso i gentili le incommensurabili ricchezze del Cristo, soggiunge che egli ha il compito di mettere in luce davanti a tutti l'economia del mistero nascosto, dalle origini dei secoli, in Dio: <<Illuminare omnes, quae sit dispensatio sacramenti absconditi a saeculis in Deo>> (Ef. 3,9 - Mettere a tutti in luce quale sia la traduzione in atto dell'arcano nascosto da secoli in Dio).
Questa economia si è realizzata nella storia attraverso una distribuzione sempre più larga dei sacri misteri, cosicché nuova capacità di comprendere fu data progressivamente all'uomo e la Chiesa vide con sempre maggiore chiarezza ciò che fin dall'inizio fu annunziato.
Questo accrescimento della Sposa di Cristo nella conoscenza del suo Sposo è una dolce anticipazione della luce totale che irromperà dopo morte nella mente degli eletti.

Con la sua liturgia la Chiesa mette dunque in relazione questa progressiva distribuzione del mistero con la conoscenza del Sacro Cuore di Gesù che, pur essendo stato annunziato dai Padri, dai Dottori, dai Santi e dalle anime contemplative fin dai primi secoli della Chiesa, ebbe il suo trionfo nelle rivelazioni concesse, durante la seconda metà del '600, a Santa Margherita Maria Alacoque.

Fra le istruzioni e le richieste rivolte da Gesù alla grande figlia di San Francesco di Sales, vi è quella di praticare l'ora santa e cioè di vegliare con lui nella notte in memoria dell'ora di agonia che Egli trascorse nel Getsemani.

Il Sacro Cuore ripetè più volte questa richiesta come si può leggere negli scritti della Santa.
Queste ripetute richieste di Gesù rivolte a Margherita Maria portano della luce nel mistero del Getsemani perché ci fanno comprendere che le sofferenze alle quali il Cristo si sottopone riguardarono soprattutto il suo Cuore, se questo Cuore benedetto chiede di essere compreso e confortato.
Anche il <<Sustinete hic et vigilate>> si rivela, in questo modo, come un'espressione del sentimento di Gesù e cioè come un bisogno del suo Cuore, come una necessità creata in lui dall'amore.

Perciò sembra possibile di concludere che la devozione verso l'agonia del Getsemani è l'essenza intima della devozione verso il Sacro Cuore la quale è destinata, come disse San Giovanni Evangelista a santa Geltrude, a riscaldare l'amore verso Dio in un mondo invecchiato e raffreddato.
<<Consilium Domini in aeternum manet; cogitationes cordis ejus in generatione et generationem... Ut eruat a morte animas eorum et alat eos in fame>> (Salmo 32, 11,19 - II disegno del Signore sussiste in eterno: e i pensieri del suo cuore per tutte le età... Per liberare dalla morte le anime loro e nutrirli in tempo di fame).

fine 4° paragrafo.......XII Capitolo 1° paragrafo

 

 

 

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo XI

Edizioni Operaie 1952

 

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<<Sustinete hic et vigilate mecum >>
(Mt. 26, 38)

<<Sustinete hic et vigilate>>
(Mc. 14,34)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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