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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XII

<<AVULSUS EST>>

4 - I Vangeli parlano per ciò che dicono e per ciò che non dicono.
Essi non descrivono il distacco di Gesù dalla Madonna prima della Passione, ma è certo che nel Getsemani il più crudele motivo d'angoscia fu per lui la lontananza della Madre, di quella Madre.
Il suo cuore umano lo portava a sperare anche dai discepoli la comprensione e il conforto, ma era chiaro alla sua intelligenza che quegli uomini non potevano, in quel momento, comprendere il suo dolore.
Maria sì, l'Immacolata, la Vergine, avrebbe potuto capire il suo Figlio divino ed assisterlo, unica fra gli uomini che avesse ricevuto, nella sua qualità di sposa, lo Spirito Santo.
Maria, con il suo silenzio adorante e amante, con il tocco sovrasensibile e incommensurabile della sua bontà, Maria che conosceva le Scritture e che aveva chiuso nel suo cuore fedelissimo gli ammaestramenti del Figlio, soltanto Maria.
Eppure Gesù non volle che Maria fosse con lui in quell'ora perché se il Getsemani avesse posseduto Maria non avrebbe potuto essere il luogo del supremo distacco, il vertice dell'offerta e della passione.

Se Maria sì fosse trovata nel Getsemani né il dolore redentore di Gesù, né il dolore corredentore di Maria avrebbero raggiunto la notazione più alta.

Meno doloroso sarà il Golgota perché ai piedi della croce vi saranno delle anime fedeli e, anzittutto, Maria.

Non è un gioco di parole dire che Maria è presente al Getsemani perché assente, e cioè partecipe, a motivo dell'assenza, di ciò che il Getsemani significa: solitudine, dolore sovrumano, acccttazione assoluta del volere del Padre, culmine della Redenzione.

Anche Maria soffrì, in quella notte, il suo Getsemani, perché i dolori del Figlio erano conosciuti e condivisi dalla Madre e perché la lontananza centuplicava il suo dolore.
Maria è dunque la prima ad insegnarci che il Getsemani può essere vissuto ovunque, associando le nostre anime all'agonia del Cristo, anche di lontano, nello spazio e nel tempo.

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GETSEMANI

capitolo XII

Edizioni Operaie 1952

 

Per tornare a "Getsemani"

<< Et progressus pusillum... >>
(Mc. 26, 39)

<< Et cum processisset paulum... >>
(Mc. 14,35)

<<Et ipse avulsus est ab eis quantum jactus est lapidis>>
(Lc. 22,41)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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