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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XIII

<<SUPER TERRAM>>

1 - Gesù giunge sul luogo esatto della sua agonia.
A distanza di un tiro di sasso vi sono Pietro, Giacomo e Giovanni; più lontano, gli altri apostoli.

Egli ora è solo e il dolore va crescendo nella sua anima; se Gesù ascoltasse il desiderio del cuore forse tornerebbe sui suoi passi per tentare di nuovo, con parole più toccanti, di scuotere i prediletti, di commuoverli, di farsi comprendere, di farsi amare.
Anche la nausea e la paura crescono, e gli consigliano di fuggire da quel luogo ripugnante per salvarsi dalle acque fetide del tradimento, dell'invidia, della sensualità e dell'ipocrisia, acque che hanno rotto gli argini e stanno per sommergerlo.

Il consiglio che sembra salire dalla sfera dell'umana sensibilità a quella della volontà del Cristo è dunque uno solo: andarsene.

Ma il Cristo non ascolta queste voci e con uno di quei gesti che troncano ogni discussione e che ammaestrano più che un discorso, si abbatte sulle ginocchia con la faccia contro la terra amarissima del Getsemani.

Non è un atto di debolezza fisica come di uno a cui le forze vengano a mancare in seguito ad una fatica o ad una malattia, perché fino a poc'anzi le forze di Gesù apparivano integre e tali appariranno fra poco quando Egli tornerà presso il gruppo degli Apostoli addormentati. La causa del gesto improvviso di Gesù, è una prostrazione morale, prostrazione che Egli avrebbe in certo modo potuto evitare portandosi altrove.
Ma egli si abbatte al suolo, come per impedire che le forze istintive della sua umanità lo muovano alla fuga da quel luogo dove un dovere lo costringe, come per anticipare con un atto simbolico il fiat che uscirà fra poco dalle sue labbra, come per consegnarsi effettivamente prigioniero al Padre, prima di consegnarsi prigioniero agli uomini, e come per adorare la volontà di Colui che Lo ha mandato poiché, le ginocchia ed il viso a terra, Egli è nella posizione di chi adora.

fine 1° paragrafo.........2° paragrafo

 

 

 



 

 

 

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo XIII

Edizioni Operaie 1952

 

Per tornare a "Getsemani"

<< Procidit in faciem suam>>
(Mt. 26, 39)

<<Procidit super terram>>
(Mc. 14,35)

<< Et positis genibus>>
(Lc. 27,41)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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