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1 - Gesù giunge sul luogo esatto della sua agonia.
A distanza di un tiro di sasso vi sono Pietro, Giacomo e Giovanni; più
lontano, gli altri apostoli.
Egli ora è solo e il dolore va crescendo nella sua anima; se
Gesù ascoltasse il desiderio del cuore forse tornerebbe sui suoi
passi per tentare di nuovo, con parole più toccanti, di scuotere
i prediletti, di commuoverli, di farsi comprendere, di farsi amare.
Anche la nausea e la paura crescono, e gli consigliano di fuggire da
quel luogo ripugnante per salvarsi dalle acque fetide del tradimento,
dell'invidia, della sensualità e dell'ipocrisia, acque che hanno
rotto gli argini e stanno per sommergerlo.
Il consiglio che sembra salire dalla sfera dell'umana sensibilità
a quella della volontà del Cristo è dunque uno solo: andarsene.
Ma il Cristo non ascolta queste voci e con uno di quei gesti che troncano
ogni discussione e che ammaestrano più che un discorso, si abbatte
sulle ginocchia con la faccia contro la terra amarissima del Getsemani.
Non è un atto di debolezza fisica come di uno a cui le forze
vengano a mancare in seguito ad una fatica o ad una malattia, perché
fino a poc'anzi le forze di Gesù apparivano integre e tali appariranno
fra poco quando Egli tornerà presso il gruppo degli Apostoli
addormentati. La causa del gesto improvviso di Gesù, è
una prostrazione morale, prostrazione che Egli avrebbe in certo modo
potuto evitare portandosi altrove.
Ma egli si abbatte al suolo, come per impedire che le forze istintive
della sua umanità lo muovano alla fuga da quel luogo dove un
dovere lo costringe, come per anticipare con un atto simbolico il fiat
che uscirà fra poco dalle sue labbra, come per consegnarsi effettivamente
prigioniero al Padre, prima di consegnarsi prigioniero agli uomini,
e come per adorare la volontà di Colui che Lo ha mandato poiché,
le ginocchia ed il viso a terra, Egli è nella posizione di chi
adora.
fine 1° paragrafo.........2° paragrafo
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GETSEMANI
capitolo XIII
Edizioni Operaie 1952
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<< Procidit in faciem suam>>
(Mt. 26, 39)
<<Procidit super
terram>>
(Mc. 14,35)
<< Et positis genibus>>
(Lc. 27,41)

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