|
|
3 - Un modo certo per occupare con spirito di cristiana perfezione il
proprio posto, consiste nel rispettare il posto che altri occupa evitando
di giudicarne il perché ed il come.
L'operaio non deve trar motivo dai doni che Iddio gli ha dato per natura,
o di cui gli ha permesso l'acquisto, né tanto meno dal fatto
della sua consacrazione per adergersi a giudice, non richiesto, delle
azioni altrui.
Anzi, deve trasparire dal suo mondo spirituale un grande rispetto per
le idee e per le azioni degli altri e tanto più, quanto più
si tratta di estranei, cioè di persone intorno alle quali non
si possiedono che insufficienti motivi di giudizio.
Ma anche per i prossimi, e per qualsiasi compito che ad essi abbia affidato
la Provvidenza, l'operaio deve interpretare con estrema accondiscendenza
e dolcezza ogni atteggiamento ed ogni azione.
Così ha piena attuazione il comando di Gesù <<Nolite
iudicare>> (Mt. 7,1 - Non giudicate)
che non solo è pieno di giustizia, ma di opportunità,
perché anche da un punto di vista umano i saccenti che tutto
sanno e di tutto giudicano riescono difficilmente sopportabili.
L'operaio invece deve studiarsi, per la sua missione, di riuscire accetto
a tutti e questo successo psicologico è molto facilitato da quel
riserbo per cui egli evita, ispirato dall'umiltà e dalla carità,
di pronunciare giudizi intorno al prossimo.
Egli eviterà anche di richiamare l'attenzione sopra sè
stesso e sul suo posto di lavoro, ma se è necessario parlarne
lo farà con grande semplicità, con quella competenza che
il posto tenuto gli procura, accettando quelle osservazioni e quei rimproveri
che gli potessero giungere con spirito di riconoscenza, anche se non
perfettamente intonati o se ingiusti.
fine 3° paragrafo.........4° paragrafo
|
|
GETSEMANI
capitolo XIII
Edizioni Operaie 1952
|
Per tornare
a "Getsemani"
<< Procidit in faciem suam>>
(Mt. 26, 39)
<<Procidit super
terram>>
(Mc. 14,35)
<< Et positis genibus>>
(Lc. 27,41)

|