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Scritti di Luigi Gedda

XIV

<<PATER.....>>

1 - La solitudine è ormai totale attorno a Gesù. La Madre è distante perché in questo modo deve compiersi il volere di Dio.
I fedeli e i fedelissimi, se anche materialmente prossimi, sono spiritualmente assenti perché avvinti dalla stanchezza e trascinati lontano nelle irrealtà del torpore che precede il sonno.

Gesù aveva descritto agli apostoli, con parole aderentissime, l'abbandono nel quale lo avrebbero lasciato, ma non era stato capito. Riascoltiamole, quelle parole, che non solo predicono la solitudine inflitta a Gesù dagli uomini, ma anche il grande conforto che sosterrà Gesù nell'ora dell'abbandono:
<<Ecce venit hora — aveva detto Gesù durante il cammino dal Cenacolo al Getsemani — et etiam venit, ut dispergamini unusquisque in propria, et me solum relinquatis: et non sum solus, quia Pater mecum est >> (Gv. 16, 32 - Ecco viene l'ora, anzi è già venuta, che vi disperderete ciascuno dal canto suo, e mi lascerete solo; ma non sono solo, perché è con me il Padre).
L'umanità del Cristo si rivela, in queste parole, con un'evidenza che sconvolge e commuove.
La presenza del Padre è l'ancoraggio di Gesù mentre il suo Cuore sanguina per l'assenza degli uomini, è la realtà a cui Egli si appoggia, come per rincuorarsi, onde affermare <<et non sum solus>>.
Con un tono di fierezza e di sicurezza queste parole devono essere uscite dalla bocca di Gesù dopo che la sua voce si era velata, forse, nel descrivere l'abbandono degli apostoli.
Gli uomini lo abbandonano, ma il Padre è con Lui: <<Pater mecum est>>.

Del Padre, Gesù aveva parlato in quella sera e in quella notte più che in ogni altro momento.
Basta rileggere nel Vangelo di Giovanni il racconto dell'ultima cena per trovare nelle parole di Gesù, ad ogni passo, l'accenno al Padre.
Egli aveva affermato di essere nel Padre <<Ego sum in Patre meo>> (Gv. 14,20 - Io sono nel Padre...) al punto che colui che odia Lui, odia il Padre <<Qui me odii, et Patrem meum odit>> (Gv. 15,28 - Chi odia me, odia anche il Padre mio).
Egli aveva dichiarato il suo amore verso il Padre <<Diligo Patrem>> (Gv. 14,31 - Amo il Padre) e l'amore del Padre verso di Lui, amore che Egli assunse ad esempio per amare, nello stesso modo, gli uomini <<Sicut dilexit me Pater et ego dilexi vos >> (Gv. 15,9 - Come il Padre amò me così io ho amato voi).
Ma anche il Padre ama gli uomini e li ama in quanto essi amano Gesù <<Ipse enim Pater amat vos, quia vos me amastis>> (Gv. 16,27 - Lo stesso Padre vi ama, perché avete amato me).

Gesù aveva spiegato, per ciò che è dato agli uomini di capire, il legame intimo ed indissolubile che lo stringe al Padre.
Ora è venuto il momento di mostrare in atto questo legame che unisce, pur mantenendole distinte, le prime due Persone della Santissima Trinità.

Durante la cena, Filippo aveva detto a Gesù: <<Domine ostende nobis Patrem>> (Gv. 14,8 - Signore, mostraci il Padre).
E Gesù aveva risposto: <<Philippe, qui videt me, videt et Patrem>> (Gv. 14, 9 - Filippo, chi vede me vede il Padre) e aveva soggiunto <<Pater autem in me manens, ipse facit opera>> (Gv, 14,10 - Il Padre che sta in me è egli stesso che opera).
Come il Padre sia in Gesù e come vada operando attraverso la libera accettazione del Figlio, sta ora per essere dimostrato nel divino colloquio dell'agonia.

fine 1° paragrafo.........2° paragrafo

 

 

 



 

 

 

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo XIV

Edizioni Operaie 1952

Cristo nell'Orto - Bianchi Ferrari - Roma

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<<Orans e dicens: Pater mi...>>
(Mt. 26, 42)

<< Et dixit: Abba, Pater...>>
(Mc. 14,36)

<<Dicens: Pater... >>
(Lc. 22,42)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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