4 - Grande operaio il Padre, grande operaio il Figlio, non è
di meno grande operaio lo Spirito Santo.
Come al Padre e al Figlio è attribuita la creazione e la redenzione,
così alla terza persona della SS.ma Trinità si attribuisce
il capolavoro della sapienza divina e cioè l'incarnazione, in
quanto è per opera dello Spirito Santo che il Verbo prese carne
e nacque da Maria. Congiungimento del divino e dell'umano che supera
ogni immaginazione, coronamento della creazione e architrave della redenzione,
l'incarnazione continua, per così dire, oltre il concepimento
di Maria e si realizza ogni qualvolta le cose divine devono essere accolte,
capite, assimilate dall'uomo.
Lo Spirito Santo costruì allora il ponte di passaggio fra la
natura umana e la natura divina ed è presente ogniqualvolta questa
osmosi spirituale, fra le due nature, si realizza.
La stessa comprensione della verità e della grazia portate al
mondo dal Cristo, non sarà sufficiente se non quando scenderà
il Paraclito a renderla compiutamente possibile.
Infatti Gesù disse intorno allo Spirito Santo, in quella medesima
notte, queste parole:
<< Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo, ille vos
docebit omnia, et suggeret vobis omnia, quaecumque dixero vobis>>
(Gv. 14, 26 - Lo Spirito Santo, che il Padre manderà
nel nome mio, egli vi insegnerà ogni cosa, e vi rammenterà
tutto quanto già vi dissi).
Lo Spirito Santo è dunque l'interprete divino di ciò che
Gesù ha detto ed ha fatto, ed è lo Spirito Santo che rende
perfetta testimonianza del Cristo di fronte all'umanità secondo
quanto Gesù medesimo volle soggiungere per chiarire il suo pensiero
agli apostoli:
<<Cum autem venerit Paraclitus quem ego mittam vobis a Patre,
Spiritum Veritatis, qui a Patre procedit, ille testimonium perhibebit
de me>> (Gv.15,26 - Quando sarà venuto
il Consolatore ch'io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità
che procede dal Padre, egli attesterà per me).
Per questo motivo la Chiesa, interprete sensibile della redenzione,
ispira il suo mandato allo Spirito Santo.
Nei confronti del Getsemani il ricorso allo Spirito Santo è dunque
necessario perché l'anima possa accostarsi al mistero per ricavarne
la luce di cui abbisogna, affinchè la verità si renda
accessibile, adeguata ai bisogni ed in progressivo aumento.
Ma anche sotto un altro aspetto lo Spirito Santo aleggia,
per così dire, nella mistica notte getsemanica.
È Gesù che ci suggerisce questo attraverso alcune parole
rivolte agli apostoli, sempre in quella notte, poco prima di entrare
nel giardino: «Si enim non abiero — Egli disse
— Paraclitus non veniet ad vos>> (Gv. 16,7 - Se
non me ne andrò, non verrà a voi il Consolatore).
La volontà del Padre che condiziona il dono dello Spirito alla
morte del Figlio, è presente alla mente ed al cuore di Gesù.
Egli sa di dover pagare questo tributo pesantissimo perché l'umanità
possa ricevere il Paraclito con i suoi doni e dissetarsi, finalmente,
alle acque trasformatrici della redenzione.
Tutto ciò che ha fatto finora non potrà essere compreso,
né fruttificare, né confermarsi, se non verrà lo
Spirito, e lo Spirito non verrà se il Cristo non accetterà
di uscire dal mondo, attraverso il tormento della condanna e del patibolo.
Quando ascolteremo Gesù invocare il Padre dicendogli che, potendo
fare ogni cosa, allontani il calice amarissimo dalle sue labbra, dovremo
anzittutto pensare che Gesù voglia dire al Padre che trovi modo
di mandare egualmente lo Spirito Santo agli uomini senza chiedere a
Lui, suo Figlio, un prezzo così alto e così ripugnante.
E quando ascolteremo il <<fiat>>
di Gesù dinanzi all'immutata volontà del Padre, saremo
condotti a pensare che il motivo dominante dell'accettazione da parte
del Figlio consista nella sua volontà di non privare gli uomini
dello Spirito Santo e dei suoi carismi.
L'agonia del Getsemani è il primo e più grave tributo
versato da Gesù alla giustizia del Padre per acquistare agli
uomini il dono della Pentecoste.
Nella pietà del buon operaio vien fatto continuo ricorso allo
Spirito Santo perché illumini e fecondi la difficile via delle
opere.
La pietà dischiude la via alla conoscenza, e la conoscenza all'azione
trasformatrice del Paraclito; onde si verifichi la parola di Gesù:
<<Spiritum veritatis, quem mundus non potest accipere, quia non
videi eum, vos autem cognoscetis eum, quìa apud vos manebit,
et in vobis erit>> (Gv. 14-16,17 - Lo Spirito di
verità che il mondo non può ricevere, perché non
lo vede, né lo conosce: ma voi lo conoscerete, perché
abiterà con voi, e sarà in voi).
fine 4° paragrafo.........Capitolo XV 1°
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