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XV
<<Omnia tibi possibilia
sunt>>
1- Abbandonato dagli uomini che gli sono amici, prossimo a cadere nelle
mani degli uomini che gli sono nemici, il Figlio ricorre al Padre che
è più grande di lui («Pater maior me est
» (Gv. 14,24 - II Padre è più grande
di me) e nel quale, per il mistero della santissima e indivisibile
Trinità, egli si trova («Unigenitus Filius, qui est
in sinu Patris» - Gv. 1,18 - L'Unigenito Figlio
che è nel seno del Padre).
Il rapporto del Figlio con il Padre è un colloquio del quale
noi conosciamo direttamente solo le parole pronunziate dal Cristo.
Il pensiero del Padre può essere intuito ma non si esprime con
parole umane o, quanto meno, si esprime con parole che non ci sono note.
Perciò il colloquio, come viene riferito dagli Evangeli, consiste
in una preghiera che il Figlio rivolge al Padre, ripetutamente.
Gesù aveva insegnato: «Orantes autem, nolite multum
loquì... scit enìm Pater vester, quid opus sìt
vobis, antequam petatis eum» (Mt. 6, 7,8 - Pregando,
poi, non usate tante parole... poiché il vostro Padre sa, prima
che glielo domandiate, di quali cose avete bisogno) ed Egli difatti
adopera nella sua preghiera poche parole che rappresentano una parafrasi
della preghiera ufficiale, il <<Pater noster>>,
insegnato ai discepoli. <<Sic orabitis>> (Mt. 6,
9 - Pregate così) aveva detto un giorno
il Maestro ed ora Egli stesso adopera quei pensieri e quelle parole
nel rivolgersi al Padre.
Gesù, logico ed esemplare in tutto, vuole esserlo anche in questo
momento e sotto questo particolare aspetto.
La preghiera ufficiale si apre con l'invocazione a Dio, chiamato con
l'appellativo di Padre, e così pure ha inizio la preghiera di
Gesù nel Getsemani: <<Pater...>>.
Al nome segue, con dolcezza, un monosillabo che rivela, in qualche modo,
un possesso dell'orante e cioè un suo diritto ad essere ascoltato
ed esaudito: <<Pater mi>>, <<Padre mio!>>.
Mentre Gesù ha insegnato ai suoi discepoli: «Pater
noster», ora esclama, stretto nel torchio del dolore, <<Pater
mi>>.
Dopo l'invocazione del Padre, la preghiera si allarga, con vastità
oceanica, sopra un orizzonte di infinita gloria e potenza.
Le tenebre del Getsemani sembrano squarciate da una grande luce, il
tranello che gli uomini tendono a Dio sembra risolversi di fronte alla
Verità che rifulge nel suo eterno splendore.
Gesù aveva insegnato nel <<Pater noster>>
che dopo aver invocato il Padre bisogna desiderare la gloria del suo
nome: <<sanctificetur nomen tuum>>.
Prima di ogni altra domanda occorre che la creatura chieda a Dio che
gli scopi della creazione siano raggiunti, e la creazione fu determinata
appunto per la gloria di Dio.
Dovere di ogni uomo è di contribuire a questa gloria e di pregare
e di operare perché Iddio venga glorificato e proclamato come
nel trisagio angelico: santo! santo! santo!
Già altre volte Gesù aveva praticato questa regola di
rendere gloria al Padre nella sua preghiera, e così nel cenacolo
si era rivolto al Padre con l'appellativo di santo: <<Pater
sancte>> (Gv. 17, 11 - Padre santo),
e con l'appellativo di giusto: <<Pater juste>>
(Gv. 18, 25 - Padre giusto).
Nella preghiera del Getsemani, la glorificazione del Padre avviene attraverso
un sublime riconoscimento della sua potenza.
Il nome del Padre viene santificato con queste parole che ad un tempo
esaltano e commuovono: <<Omnia tibi possibilia sunt>> (Mc.
14, 36 - Tutto ti è possibile).
Il Cristo esalta nel Padre l'Onnipotente. È come il frammento
di un cantico d'angeli e di santi che echeggia nel Getsemani e che porta
le nostre anime alle soglie del paradiso, una parentesi di gloria che
sale al Padre riverberandosi sul Figlio.
Così, nel Getsemani di ogni uomo, vi sono luci improvvise che
squarciano, a periodi, le nubi del dolore per dare alle anime il senso
dell'altezza e della purificazione a cui la sofferenza, cristianamente
accettata, le conduce.
fine 1° paragrafo.........2° paragrafo
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GETSEMANI
capitolo XV
Edizioni Operaie 1952
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Per tornare
a "Getsemani"
<<Pater mi, si possibile est...>>
(Mt. 26, 39)
<<Abba, Pater, omnia
tibi possibilia sunt>>
(Mc. 14,36)
<< Pater, si vis... >>
(Lc. 22,42)
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