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XV
<<Omnia tibi possibilia
sunt>>
2 - Leggi fisiche e chimiche, note ed ignote, reggono il mondo materiale
a cui appartiene il corpo dell'uomo; misteriose leggi psicologiche ne
influenzano l'anima.
Una rete di forze avvolge la volontà dell'uomo, la delimita e
spesso la imprigiona.
Chi non avverte, dolorando, la sproporzione che passa fra il desiderio
e la realtà, fra lo spirito e la materia? Chi non ha mai sofferto
come di una asfissia spirituale, eppure ha dovuto continuare a vivere
in quell'ambiente che sembra soffocarlo perché tale è
la voce del dovere? Chi poi, lavorando per l'avvento del regno, non
si è trovato di fronte a difficoltà quasi impossibili
a sciogliersi, oppure stretto come in una morsa da forze negative prevalenti?
In queste circostanze la frase del Getsemani: <<Omnia tibi
possibilia sunt>> suona simile ad un inno di liberazione
e di vittoria al cuore dell'operaio.
Dunque non è vero che le forze del male abbiano definitivamente
arrestato il programma del bene; non è vero che la nostra incapacità,
inferiorità, limitazione sia un ostacolo insuperabile sulla strada
delle opere; non è vero che le porte di una prigione senza sbarre
si siano chiuse pesantemente alle nostre spalle soffocando ogni motivo
di speranza.
Gli stessi peccati non sono una palla al piede tale da impedire il riscatto
e la fioritura apostolica di un'anima consacrata.
Basta sollevare gli occhi verso il Padre e riporre in Lui la fede: Egli
può tutto.
Non vi sono posizioni incrollabili, né sconfitte senza rimedio,
né difficoltà insuperabili, né debolezze che non
possano essere fortificate di fronte all'onnipotenza di Dio.
Egli è padrone del meccanismo di ogni legge poiché Egli
è la legge suprema.
I determinismi delle forze materiali e morali si sciolgono dinanzi a
Lui come neve al sole, poiché la suprema determinante è
il suo volere.
Gli sbarramenti giuridici, le convenzioni umane, le previsioni, le mormorazioni,
le calunnie si disperdono al suo cospetto, e nuove realtà si
affermano che non erano previste.
Quand'anche l'orizzonte fosse chiuso e le previsioni degli uomini pessimiste,
l'operaio che agisce secondo coscienza non si turba e non indietreggia,
in quanto ogni cosa è possibile a quel Padre a cui egli si affida.
Infatti Gesù disse, prima ancora di rivolgere al Padre nel Getsemani
l'inno dell'onnipotenza, queste chiarissime parole: <<Quae
impossibilia sunt apud homines, possibilia sunt apud Deum>>
(Lc. 18, 27 - Quel che non è possibile agli uomini è possibile
a Dio).
fine 2° paragrafo.........3° paragrafo
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GETSEMANI
capitolo XV
Edizioni Operaie 1952
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<<Pater mi, si possibile est...>>
(Mt. 26, 39)
<<Abba, Pater, omnia
tibi possibilia sunt>>
(Mc. 14,36)
<< Pater, si vis... >>
(Lc. 22,42)
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