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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XVI

<<TRANSEAT A ME>>

4 - La nostra stima per il dolore cresce quando si consideri che esso funziona ordinariamente nelle mani di Dio e, se noi lo permettiamo, anche nelle nostre, come un meccanismo rivelatore.
Pensi l'operaio all'accorgimento del vasaio che si accerta se il suo vaso è integro percuotendolo e giudicando dal suono che esso produce; pensi al ferroviere che per assicurarsi dell'integrità delle ruote prima della partenza del treno le percuote, una ad una, e giudica, dal suono, delle loro condizioni.
Così Iddio va saggiando le nostre virtù, una ad una, e il grado di formazione che abbiamo raggiunto con il dolore.
Se l'operaio tiene nel debito conto questa rivelazione realizzata dalla sofferenza, potrà ricavarne concreti e rapidi benefici.
Come nella tecnica fotografica il bagno di sviluppo intensifica le deboli tracce lasciate dalla luce sulla gelatina sensibile e le rivela, così il dolore mette in evidenza questi aspetti delle anime che in tempo di tranquillità difficilmente possono essere individuati.

Sotto i colpi del dolore la superbia affiora provocando uno stato di insofferenza, la sensualità si tradisce nel continuo ricorso dell'anima a conforti sensibili, l'ignavia si manifesta con i segni della depressione o addirittura della viltà spirituale, ma per contro appare in chiara luce la robustezza della fede del cristiano attraverso quella serenità del dolore che è l'experimentum crucis della sua formazione alle verità soprannaturali.
L'operaio sorvegli se stesso durante il tempo del dolore con l'occhio obiettivo del medico che studia il suo ammalato, ed andrà scoprendo nella propria anima delle pieghe insospettate, dei ritorni incredibili, delle lacune, ma anche quelle forze nascoste che la Grazia va creando nel cristiano e che corrispondono agli abiti virtuosi.
Come la fatica fisica è una prova funzionale del nostro corpo al punto che solamente gli organismi sani possono sopportarla, così quell'autentica fatica spirituale che è il dolore è una prova funzionale dell'anima che ne collauda il valore e le possibilità.

fine 4° paragrafo......Capitolo XVII 1° paragrafo

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo XVI

Edizioni Operaie 1952

 

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<<Transeat a me calix iste...>>
(Mt. 26, 39)

<<Transfer calicem hunc a me...>>
(Mc. 14,36)

<<Transfer calicem istum a me... >>
(Lc. 22,42)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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