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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XIX

<<TUA VOLUNTAS FIAT >>

2 - Nell'abbandonarsi alla volontà di Dio, seguendola con fedeltà e con zelo, l'operaio è sorretto dal pensiero che la volontà di Dio promana da Colui che è infinita sapienza.

La volontà di Dio, come Dio stesso, omnisciente, si esercita per ogni dove con la sicurezza e con la perfezione di cui soltanto essa può godere; non ha ombre dinanzi, né segreti impenetrabili creati dalle circostanze o elaborati dall'uomo, né pensieri nascosti che non siano palesi, né colpe che possano rimanere occulte.
L'astuzia dell'uomo, il raggiro, la calunnia, l'ambizione, la viltà, sono in piena luce dinanzi alla volontà di Dio che di tutto tiene conto per le sue definitive e perfette decisioni.

Tutti i motivi che rendono incerta, fallace e perciò relativa la volontà dell'uomo, non riguardano la volontà di Dio che può e vuole esercitarsi con piena obiettività.
Ma il più grande conforto nell'accogliere il volere di Dio consiste non tanto nel sapere che esso è illuminato su ogni problema esterno, quanto nel sapere che dinanzi al volere di Dio è manifesto ogni problema interiore dell'anima che a questo volere si affida.
La conoscenza del nostro io che noi stessi non possediamo appieno e che ci sgomenta per i dati negativi che mette in luce, ma più ancora per la sua frammentarietà ed insufficienza, è invece posseduta dalla mente di Dio, che non solo discerne ogni elemento della nostra condizione attuale, ma ne scopre le cause determinanti, fino alle più remote, ed i possibili sviluppi, tenendo conto delle debolezze, delle riserve, delle attitudini, dei desideri e di ogni altra facoltà positiva o negativa dell'anima umana.
Il nostro io, che giustamente e continuamente ci preoccupa come primo oggetto di responsabilità di fronte a Dio e come strumento di ogni azione spirituale o materiale, questo io che rivela ogni giorno tesori nascosti di resistenza, di adattamento, di speranze di cui non ci saremmo ritenuti capaci, ma anche sbandamenti paurosi che ci riportano tanto spesso alle posizioni spirituali del passato, questo io è come un libro aperto dinanzi alla volontà di Dio e cedendo ad essa, sappiamo di entrare in un porto sicuro costruito per accogliere e riparare lo scafo della nostra esistenza.

Il senso di responsabilità dell'operaio, che deve essere sviluppatissimo, trova il suo limite là dove la volontà di Dio, manifestandosi, assume essa stessa la responsabilità della situazione che si viene creando nell'equilibrio delle forze interiori e delle forze esterne.
È una liberazione dalla nostra responsabilità che si realizza pronunciando il fiat dell'accettazione, e cioè da tutte quelle preoccupazioni che la nostra limitatezza, la nostra incapacità e la nostra paura quotidianamente ci procurano.

Le nostre necessità vengono considerate dalla Provvidenza come le malattie dall'occhio del medico e cioè con intenzione di risolverle, non superficialmente e temporaneamente, ma in radice e per sempre.
Attraverso l'accettazione della volontà di Dio è il piano della Redenzione che si individualizza raggiungendo ogni uomo, mettendolo in grado di salvare e di perfezionare la propria anima e di contribuire certamente alla realizzazione delle supreme intenzioni di Dio.
Divine intenzioni sovrastano il mondo, ad ogni istante; non ci è dato di conoscerle se non di riflesso, ma possiamo egualmente rintracciarle e seguirle collaborando con fiducia al volere di Dio.
Nel suo progetto infinitamente paterno di servirsi dell'uomo per il compimento dei piani concepiti dalla divina sapienza, Iddio non chiede se non di incontrarsi con l'uomo disposto ad accettare il suo volere.
Quest'uomo, come dice il testo biblico ricordato da S. Paolo nella sinagoga di Antiochia, è secondo il cuore di Dio: <<Inveni David filium Jesse, virum secundum cor meum, qui faciet omnes voluntates meas » (Atti, 13, 22 - Ho trovato David di Jesse, uomo secondo il cuor mio, che farà tutti i miei voleri).
L'operaio dev'essere un uomo secondo il cuore di Dio.

La volontà di Dio sale sull'orizzonte come il sole vittorioso che squarcia le tenebre ed espande per ogni dove i suoi raggi apportatori di luce, di calore, di vita.

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GETSEMANI

capitolo XIX

Edizioni Operaie 1952

 

<<Fiat voluntas tua!>>
(Mt. 26, 42)

<<Non quod ego volo, sed quod tu>>
(Mc. 14,33)

<< Non mea voluntas sed tua fiat >>
(Lc. 22,42)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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