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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XIX

<<TUA VOLUNTAS FIAT >>

3 - Opporsi alla volontà di Dio non solo è da stolto perché essa percorre vie sapientissime, ma anche perché essa sempre si adempie.
Per ogni anima che tenti di evadere alla volontà di Dio si addicono le parole di Gesù a Paolo: <<Durum est tibi contra stimulum calcitrare>> (Atti 9,5 - E' duro per te recalcitrare contro il pungolo).
Come si possa conciliare la libera volontà di Dio con la libera volontà dell'uomo, non è dato all'uomo di spiegare, ma bensì di credere che questo è possibile al Creatore il quale, pur rispettando sempre l'arbitrio dell'uomo, preordina ogni cosa e la dispone in effetti perché contribuisca ai suoi piani i quali, in ogni caso, hanno compimento per la manifestazione dei suoi attributi di bontà o di giustizia.
Questo indulgere e temporeggiare di Dio di fronte alla libertà dell'uomo non contraddice alla divina potenza, anzi la esalta poiché è un omaggio libero che Iddio si propose di raccogliere creando l'uomo, ed è per raggiungere questo scopo che Iddio aggiunse al capolavoro della Creazione il capolavoro della Redenzione per effetto della quale la volontà dell'uomo può liberarsi dai lacci del peccato e donarsi in olocausto.
Quell'onnipotenza che seppe mettere un riparo alle immense rovine del peccato affinchè fosse salvo il piano della Creazione, quella medesima onnipotenza entra in giuoco ogni qual volta la divina volontà si trovi impegnata, per attribuire ad essa, al di sopra di ogni ostacolo contingente, la vittoria.
Non può essere che i piani divini siano neppure turbati dalla cattiva volontà dell'uomo, e se questo può talora sembrare, non è che un'illusione prodotta dalla limitatezza del nostro sguardo.
Al di là del campo visivo dell'uomo, la volontà di Dio scande inesorabilmente i suoi tempi e con tanto maggior trionfo quanto più le forze avverse si sono coalizzate contro di essa.
Il grido di guerra dell'Arcangelo Michele sembra aleggiare ogniqualvolta un uomo ardisce contrapporsi al volere di Dio: <<Quis ut Deus?>>.

Mentre la più elementare prudenza impedisce all'uomo di ergersi a giudice della divina strategia nel mondo, la più semplice cultura ammaestra intorno all'infallibile realizzarsi del volere divino contro ogni difficoltà che gli uomini e le cose volontariamente o involontariamente possono opporre.
Basta fermarsi a considerare la vita della Chiesa e specialmente del Pontificato Romano per trovare un tema di meditazione intorno alla volontà di Dio manifestatasi un giorno con le parole di Gesù: <<Portae inferi non fraevalebunt adversus eam>> (Mt. 16, 18 - Le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei).
Dalle porte dell'inferno uscirono in ogni tempo, ed escono tuttora, insidie di ogni genere contro la Chiesa, grossolane e sottili, esterne ed interne, materiali e spirituali; nessun istituto umano che non fosse sorretto dal volere di Dio avrebbe potuto affrontare e superare tante difficoltà.
Ed ancor più sorprende nella Chiesa la sua perenne giovinezza che si esprime in quella primavera spirituale che donano ad essa i Santi e tutti quelli che si impegnano al lavoro apostolico, con le loro virtù ed opere, ripetendo a distanza di duemila anni, l'ardimento, il disinteresse, la carità travolgente che alitava nella Chiesa delle origini.
In questo mondo dove ogni cosa intristisce, degenera, invecchia, o almeno viene a noia, questa inesauribile attualità della Chiesa convince, come una dimostrazione, che una forza misteriosa la sorregge e questa non è altro se non la volontà di Dio.
Con questo stile di fedeltà e di onnipotenza il volere di Dio andrà accompagnando il lavoro dell'operaio, purché la sua fede sia perfetta ed il fiat pronunciato con adesione totale, fino dalle radici più nascoste dell'anima.

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GETSEMANI

capitolo XIX

Edizioni Operaie 1952

 

<<Fiat voluntas tua!>>
(Mt. 26, 42)

<<Non quod ego volo, sed quod tu>>
(Mc. 14,33)

<< Non mea voluntas sed tua fiat >>
(Lc. 22,42)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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