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XIX
<<TUA VOLUNTAS
FIAT >>
3 - Opporsi alla volontà di Dio non solo è da stolto perché
essa percorre vie sapientissime, ma anche perché essa sempre
si adempie.
Per ogni anima che tenti di evadere alla volontà di Dio si addicono
le parole di Gesù a Paolo: <<Durum est tibi contra
stimulum calcitrare>> (Atti 9,5 - E' duro
per te recalcitrare contro il pungolo).
Come si possa conciliare la libera volontà di Dio con la libera
volontà dell'uomo, non è dato all'uomo di spiegare, ma
bensì di credere che questo è possibile al Creatore il
quale, pur rispettando sempre l'arbitrio dell'uomo, preordina ogni cosa
e la dispone in effetti perché contribuisca ai suoi piani i quali,
in ogni caso, hanno compimento per la manifestazione dei suoi attributi
di bontà o di giustizia.
Questo indulgere e temporeggiare di Dio di fronte alla libertà
dell'uomo non contraddice alla divina potenza, anzi la esalta poiché
è un omaggio libero che Iddio si propose di raccogliere creando
l'uomo, ed è per raggiungere questo scopo che Iddio aggiunse
al capolavoro della Creazione il capolavoro della Redenzione per effetto
della quale la volontà dell'uomo può liberarsi dai lacci
del peccato e donarsi in olocausto.
Quell'onnipotenza che seppe mettere un riparo alle immense rovine del
peccato affinchè fosse salvo il piano della Creazione, quella
medesima onnipotenza entra in giuoco ogni qual volta la divina volontà
si trovi impegnata, per attribuire ad essa, al di sopra di ogni ostacolo
contingente, la vittoria.
Non può essere che i piani divini siano neppure turbati dalla
cattiva volontà dell'uomo, e se questo può talora sembrare,
non è che un'illusione prodotta dalla limitatezza del nostro
sguardo.
Al di là del campo visivo dell'uomo, la volontà di Dio
scande inesorabilmente i suoi tempi e con tanto maggior trionfo quanto
più le forze avverse si sono coalizzate contro di essa.
Il grido di guerra dell'Arcangelo Michele sembra aleggiare ogniqualvolta
un uomo ardisce contrapporsi al volere di Dio: <<Quis ut Deus?>>.
Mentre la più elementare prudenza impedisce all'uomo di ergersi
a giudice della divina strategia nel mondo, la più semplice cultura
ammaestra intorno all'infallibile realizzarsi del volere divino contro
ogni difficoltà che gli uomini e le cose volontariamente o involontariamente
possono opporre.
Basta fermarsi a considerare la vita della Chiesa e specialmente del
Pontificato Romano per trovare un tema di meditazione intorno alla volontà
di Dio manifestatasi un giorno con le parole di Gesù: <<Portae
inferi non fraevalebunt adversus eam>> (Mt. 16, 18 - Le
porte dell'inferno non prevarranno contro di lei).
Dalle porte dell'inferno uscirono in ogni tempo, ed escono tuttora,
insidie di ogni genere contro la Chiesa, grossolane e sottili, esterne
ed interne, materiali e spirituali; nessun istituto umano che non fosse
sorretto dal volere di Dio avrebbe potuto affrontare e superare tante
difficoltà.
Ed ancor più sorprende nella Chiesa la sua perenne giovinezza
che si esprime in quella primavera spirituale che donano ad essa i Santi
e tutti quelli che si impegnano al lavoro apostolico, con le loro virtù
ed opere, ripetendo a distanza di duemila anni, l'ardimento, il disinteresse,
la carità travolgente che alitava nella Chiesa delle origini.
In questo mondo dove ogni cosa intristisce, degenera, invecchia, o almeno
viene a noia, questa inesauribile attualità della Chiesa convince,
come una dimostrazione, che una forza misteriosa la sorregge e questa
non è altro se non la volontà di Dio.
Con questo stile di fedeltà e di onnipotenza il volere di Dio
andrà accompagnando il lavoro dell'operaio, purché la
sua fede sia perfetta ed il fiat pronunciato con adesione totale, fino
dalle radici più nascoste dell'anima.
fine 3° paragrafo ...4° paragrafo
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GETSEMANI
capitolo XIX
Edizioni Operaie 1952
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<<Fiat voluntas tua!>>
(Mt. 26, 42)
<<Non quod ego volo, sed quod
tu>>
(Mc. 14,33)
<< Non mea voluntas sed tua
fiat >>
(Lc. 22,42)

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