Società Operaia
Spiritualità
 
Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Scritti di Luigi Gedda

XXI

<< ANGELUS DE COELO>>

1 - Che lo Spirito Santo attribuisca grande importanza, nella formazione dell'anima cristiana, all'episodio del Get-semani si deduce dal fatto che non solo i quattro evangelisti ne parlano, ma anche un altro grande Autore neotestamentario, San Paolo, nell'epistola agli Ebrei.
L'Apostolo così scrive: <<Qui in diebus carnis suae preces supplicationesque ad eum, qui possit illum salvum facere a morte, cum clamore valido et lacrimis offerens exauditus est pro sua reverentia...>> (Ebrei 5, 7 - ...il quale nei giorni della sua vita mortale, avendo con grandi grida e lacrime offerto preghiere e suppliche a colui che lo poteva salvare da morte, fu esaudito a motivo della sua pietà...).
Queste le parole, che la Chiesa ha inserito nell'epistola della Messa dedicata al ricordo del Getsemani, descrivono con lo stile aderente e profondo di San Paolo, la preghiera getsemanica di Gesù, la quale a motivo di questo contributo paolino, ci appare integra da un punto di vista descrittivo e da un punto di vista dottrinale.

Dal punto di vista descrittivo noi veniamo a confermare due particolari raccolti dalla tradizione probabilmente orale dei contemporanei, e cioè che la preghiera getsemanica avvenne a gran voce e che fu accompagnata da lagrime.
Gli evangelisti lasciano supporre questo perché se le parole di Gesù giunsero alle orecchie degli Apostoli, discosti ed insonnoliti, è perché furono pronunciate ad alta voce; così pure la descrizione del dolore di Gesù fa pensare che il suo strazio fosse accompagnato da lagrime.
Ma il testo di San Paolo ci assicura direttamente intorno a questi particolari dimostrando che il dolore di Gesù, lungi dall'essere un dolore raccolto e muto, fu profondamente e compiutamente simile al più manifesto dolore dell'uomo.

Dal punto di vista, poi, dell'interpretazione della passione di Gesù nel Getsemani, Paolo ci offre una precisazione di grande importanza scrivendo che Gesù fu esaudito da Colui che lo poteva salvare da morte : « exauditus est prò sua reverentia ».

Può stupire questa espressione dell'Apostolo quando si pensi alla prima parte della preghiera di Gesù nella quale egli chiede di non bere il calice della passione, poiché le tragiche ore del Venerdì Santo dimostrano il contrario, e cioè che il Padre non esaudì questa preghiera del Figlio.
Ma se l'attenzione si posa sulle successive parole di Gesù: <<Non mea voluntas sed tua fiat>> possiamo scorgere in esse non soltanto una preghiera-acccttazione ma anche una preghiera-invocazione rivolta a chiedere tutto l'aiuto necessario per affrontare il volere del Padre e per condurlo al termine.

Il fiat può significare nel tempo stesso consenso e supplica onde il Padre venga in aiuto, sollevando il Figlio dal peso enorme che grava sulla sua anima e dalla fragilità del corpo stroncato dal dolore.
In questo senso, essendo il fiat una preghiera di Gesù perché il Padre Lo renda capace di obbedirgli, possiamo dire con San Paolo che Gesù ottenne ciò che chiedeva : « exauditus est » e che il Padre Lo esaudì per il suo atteggiamento di totale sottomissione: <<prò sua reverentia>>.
Messaggio visibile di questo aiuto concesso al Figlio, simbolo e strumento della pietà del Padre, apparve un Angelo a confortare Gesù « Apparuit autem illi Angelus de coelo, confortans eum » (Lc. 22,43 - Allora gli apparve un Angelo dal cielo a confortarlo).

fine 1° paragrafo ... 2° paragrafo

 



 

 








 

 


 

 

 



 

 

 

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo XXI

Edizioni Operaie 1952

Angelo consolatore - Scultura di Luigi Venturini - Getsemani di Casale Corte Cerro

<<Apparuit autem illi Angelus de coelo, confortans eum>>
(Lc. 22,43)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tornare a "Getsemani"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org