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Scritti di Luigi Gedda
Ma se Gesù Cristo è Dio, deve riscuotere, più
e meglio la nostra fede e la nostra adorazione. E' singolare che, prossimo
ad entrare nel Giardino degli ulivi, Gesù abbia voluto richiamare,
accennando alla resurrezione, i fulgori della sua divinità. Come
per ammonire gli Apostoli, e noi stessi, che l'estremo abbattimento
del Getsemani non dovrà mai farci dimenticare che colui che soffre
è il Figlio di Dio e perciò Dio, infinitamente sapiente
nell'ammaestrarci e infinitamente potente nell'aiutarci. La nostra è una fede gelida come quella di chi crede in un fatto
storico perché ottimi documenti lo provano, ma non è purtroppo,
o non a sufficienza, la fede in una realtà operante che l'uomo,
e perciò noi stessi, abbiamo a disposizione: la divinità
del Cristo. Il Magnificat che l'operaio recita ogni mattina quando riceve il sacramento eucaristico ha il significato di un riconoscimento di questa verità che rende il dono di Dio sopra ogni altro prezioso, di una lode all'Altissimo per la quale non è possibiletrovare parole più degne di quelle usate da Maria, di un atto di fede che si appunta in Colui che un giorno si fece carne in Maria e che ora si fa carne, per così dire, in ciascuno di noi. Gesù Cristo è Dio!
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