Società Operaia
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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<GETSEMANI>>

3 - Le olive mature che giungono al torchio vengono infrante e per questo il torchio delle olive viene chiamato, comunemente , frantoio.
Anche le anime che giungono al Getsemani devono, in qualche modo, infrangersi perché possa gemere da esse olio purissimo.
Ciascun uomo incontra nelle vicende della vita il dolore necessario per la sua purificazione e per la sua salute eterna; ma questo non può bastare all'anima dell'operaio poiché essa tende ad un livello spirituale più alto, alla santità.
Chi non sente l'assillo della perfezione e non è disposto a giudicare con il metro dell'eternità la sua vita e la vita del mondo, non possiede il fondamento della costruzione interiore la quale richiede dall'anima un'accettazione generosa, consapevole e volontaria del Getsemani.

Questo spirito serve all'operaio per interpretare e utilizzare il dolore che andrà incontrando per il suo cammino, ma, prima ancora, ispira la libera offerta di sè al frantoio getsemanico e cioè la consacrazione.
Consacrare vuol dire donare, offrire a Dio in spirito di sacrificio, e quindi consacrazione è l'offerta a Dio di un bene che si possiede ed a cui si rinunzia in vista di lui.

E' proprio il carattere sacrificatorio che giustifica il nome e rende sempre più grande e preziosa, con il crescere del sacrificio, la consacrazione.
Gli operai sono chiamati ad una consacrazione differente nell'espressione, ma eguale nella sostanza, che consiste nell'offrire in olocausto a Dio particolari diritti onde corrispondere alla vocazione operaia.

La spogliazione che l'operaio accetta dopo maturo esame, con chiarezza di mente, piena libertà, massima decisione e con letizia poichè sta scritto: <<hilarem datorem diligit Deus>> (II Cor. 9,7 - Dio ama chi dona con gioia), costituisce la frantumazione spirituale che il Getsemani richiede dalle anime che si consacrano nel suo spirito.

L'anima, questo piccolo mondo che per la sua libertà fa sì che l'uomo rassomigli a Dio, questo tesoro vagheggiato dal suo stesso Autore, e degno del sangue di Gesù, come oliva matura qual'è un'anima cristianamente educata, ecco che volontariamente infrange il suo corredo di libertà e si rende schiava al suo Signore.

La rinunzia a tanta parte di sè, richiede, a volte, di contrastare la natura a tal punto che il sottosuolo istintivo della personalità sembra fendersi e distruggersi come l'oliva nel pressoio del torchio.
In realtà si verifica la sublimazione dell'anima poiché essa col sacrificio s'innesta, cruentemente, sull'onnipotenza di Dio.
La consacrazione, come tributo di amore a Colui che diede per ciascuno di noi tutto Sè stesso, è una risposta degna di coloro che furono prescelti a capire e ad amare; è una liberazione dai compromessi di una vita mediocre; è una sorgente di fecondità.
Dagli squarci che il frantoio provoca nella polpa delle olive come dalle anime che si offrono nella consacrazione, stilla fragrante l'olio della virtù.

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GETSEMANI

capitolo IV

Edizioni Operaie 1952

 

<<Tunc venit Jesus cum illis in villam quae dicitur Gethsemani>>
(Mt. 26,36)

<<Et veniunt in praedium cui nomen Gethsemani>>
( Mc. 14,32)

<<Egressus est cum discipulis suis trans torrentem Cedron, ubi erat hortus>>
(Gv. 18,1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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