3 - Le olive
mature che giungono al torchio vengono infrante e per questo il torchio
delle olive viene chiamato, comunemente , frantoio.
Anche le anime che giungono al Getsemani devono, in qualche modo, infrangersi
perché possa gemere da esse olio purissimo.
Ciascun uomo incontra nelle vicende della vita il dolore necessario
per la sua purificazione e per la sua salute eterna; ma questo non può
bastare all'anima dell'operaio poiché essa tende ad un livello
spirituale più alto, alla santità.
Chi non sente l'assillo della perfezione e non è disposto a giudicare
con il metro dell'eternità la sua vita e la vita del mondo, non
possiede il fondamento della costruzione interiore la quale richiede
dall'anima un'accettazione generosa, consapevole e volontaria del Getsemani.
Questo spirito serve all'operaio per interpretare e utilizzare il dolore
che andrà incontrando per il suo cammino, ma, prima ancora, ispira
la libera offerta di sè al frantoio getsemanico e cioè
la consacrazione.
Consacrare vuol dire donare, offrire a Dio in spirito di sacrificio,
e quindi consacrazione è l'offerta a Dio di un bene che si possiede
ed a cui si rinunzia in vista di lui.
E' proprio il carattere sacrificatorio che giustifica il nome e rende
sempre più grande e preziosa, con il crescere del sacrificio,
la consacrazione.
Gli operai sono chiamati ad una consacrazione differente nell'espressione,
ma eguale nella sostanza, che consiste nell'offrire in olocausto a Dio
particolari diritti onde corrispondere alla vocazione operaia.
La spogliazione che l'operaio accetta dopo maturo esame, con chiarezza
di mente, piena libertà, massima decisione e con letizia poichè
sta scritto: <<hilarem datorem diligit Deus>> (II
Cor. 9,7 - Dio ama chi dona con gioia), costituisce
la frantumazione spirituale che il Getsemani richiede dalle anime che
si consacrano nel suo spirito.
L'anima, questo piccolo mondo che per la sua libertà fa sì
che l'uomo rassomigli a Dio, questo tesoro vagheggiato dal suo stesso
Autore, e degno del sangue di Gesù, come oliva matura qual'è
un'anima cristianamente educata, ecco che volontariamente infrange il
suo corredo di libertà e si rende schiava al suo Signore.
La rinunzia a tanta parte di sè, richiede, a volte, di contrastare
la natura a tal punto che il sottosuolo istintivo della personalità
sembra fendersi e distruggersi come l'oliva nel pressoio del torchio.
In realtà si verifica la sublimazione dell'anima poiché
essa col sacrificio s'innesta, cruentemente, sull'onnipotenza di Dio.
La consacrazione, come tributo di amore a Colui che diede per ciascuno
di noi tutto Sè stesso, è una risposta degna di coloro
che furono prescelti a capire e ad amare; è una liberazione dai
compromessi di una vita mediocre; è una sorgente di fecondità.
Dagli squarci che il frantoio provoca nella polpa delle olive come dalle
anime che si offrono nella consacrazione, stilla fragrante l'olio della
virtù.
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