Società Operaia
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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<GETSEMANI>>

4 - Ogni mattina l'operaio rinnova la sua consacrazione. La ripetizione quotidiana ha un profondo significato, perché quotidiana deve essere l'offerta che trasporta ed attua la meditazione getsemanica nel cuore della vita.
Sarebbe erroneo pensare che la consacrazione sia la formula di un giorno oppure di un periodo, vale a dire di quando l'anima avverte la chiamata dall'alto, concepisce e realizza la grande offerta.
Tempo di luce, quello, e di confronti che talora smorzano l'asprezza della rinunzia e inducono, erroneamente, a sottovalutare il significato sacrificatorio della consacrazione.
Il frantoio comprime le olive ma non le frantuma ancora.
Viene poi la vita a mettere l'operaio spietatamente di fronte a sè stesso.
Le persone, gli avvenimenti, gli studi, le letture, il volgere degli anni sono reattivi che risvegliano aspetti nuovi della sua personalità che egli stesso ignorava e che va scoprendo non senza stupore.

Queste nuove manifestazioni dell'io devono, quando affiorano, trovare posto, man mano, nel quadro della consacrazione, la quale si protrae nel tempo ed ha ragione di ripetersi ogni giorno, sempre nuova e sempre diversa, più completa e ricca, fino a quando, nel transito, l'operaio potrà dire di avere consacrato a Dio veramente, tutta la sua vita.

Non è un <<curriculum>> di riposo quello dell'operaio perché la fiamma della consacrazione chiede di bruciare ogni scoria e di essere alimentata, per non spegnersi, con gli affetti e le azioni di ogni giorno; essa è come un fiore che, dimenticato, avvizzisce e nessun fiore è più splendido e delicato di questo.

La consacrazione è in offerta incessante che ha motivo di rinnovarsi ogni qualvolta la voce della natura sorga in contrasto con la soprannatura.

fine 4° paragrafo.......V Capitolo, 1° paragrafo


 

 

 

GETSEMANI

capitolo IV

Edizioni Operaie 1952

 

<<Tunc venit Jesus cum illis in villam quae dicitur Gethsemani>>
(Mt. 26,36)

<<Et veniunt in praedium cui nomen Gethsemani>>
( Mc. 14,32)

<<Egressus est cum discipulis suis trans torrentem Cedron, ubi erat hortus>>
(Gv. 18,1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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