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Scritti di Luigi Gedda
La scuola del Getsemani avverte che <<anche Giuda>> conosceva il ritiro spirituale di Gesù e degli Apostoli, per dire che il diavolo conosce ogni movimento dell'operaio e lo raggiunge ovunque si trovi: in viaggio, in casa, nel ritiro spirituale, nelle opere del suo apostolato. Satana conosce i recessi dell'anima, le sorgenti a cui la sua virtù si rinnovella, i punti di minore resistenza, le cicatrici delle antiche battaglie, i temporanei abbandoni... Egli sa e ne approfitta. L'operaio ricordi di avere il demonio alle calcagna e non si illuda intorno alla fisionomia della sua vita spirituale che non è di pace, ma di combattimento. Il grande cantiere invisibile al quale appartiene non lo immunizza dagli assalti del nemico, anzi richiede questo continuo impegno come prestazione fondamentale per dilatare l'opera di Cristo nelle anime e nella società. Il demonio conosce i punti deboli della posizione spirituale di ciascun operaio e talora, non potendo vincere con la persecuzione diretta, assume le vesti, come dice San Paolo, di un angelo della luce: <<Ipse Satanas transfigurat se in angelum lucis>> (II Cor.11,14 - Lo stesso satana si trasfigura in angelo di luce). Ed è questa l'insidia che più si deve temere.
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