1 - Uno degli
apostoli prescelti, Giovanni l'evangelista, ci fornisce una notizia
che serve a presentarci il Getsemani sotto un nuovo aspetto.
L'atmosfera di dolore e di tragedia che aleggia attorno a questo nome
si risolve nella contemplazione di una scena di familiare intimità
fra il Maestro ed i suoi discepoli.
Giovanni dice, infatti, che in quel luogo Gesù conveniva frequentemente
con i suoi discepoli <<frequenter Jesus convenerat illuc cum
discipulis suis>> (Gv. 18,2 - Spesso Gesù
si era ritirato là coi suoi discepoli)
Dunque, non una volta sola, ma molte, il Getsemani vide arrivare Gesù
con gli Apostoli e forse sempre intorno a quell'ora, dopo intense giornate
di lavoro apostolico, per trascorrervi la notte come usano gli orientali,
i quali dormono anche all'aperto avvolti nei loro mantelli.
Anche il testo di Luca, trattando del Getsemani, accenna a questo frequente
recapito di Gesù e dei suoi discepoli: <<ibat secundum
consuetudinem in montem olivarum>> (Lc. 22, 39 - Uscì
per andare, secondo il solito, al monte degli ulivi); considerazione
questa che deve essere messa in relazione con quanto il medesimo evangelista
dice dei pernottamenti di Gesù negli ultimi giorni della sua
predicazione in Gerusalemme: <<Erat autem diebus docens in
templo; noctibus vero xiens, morabatur in monte, qui vocatur Oliveti>>
(Lc. 21,37 - Insegnava di giorno nel tempio, e usciva
la notte per ritirarsi sul monte degli ulivi).
Ai margini di Gerusalemme, centro dei cuori palestinesi e méta
ultima della predicazione di Gesù, occasione di conforto, ma
anche sorgente di incomprensione e di persecuzioni senza numero, vi
erano delle località che servivano di base a Gesù ed ai
suoi Apostoli, cioè luoghi di rifugio, di ritiro, di distensione
e di ripresa, quasi caposaldi dell'assedio di cui era cinta la città
santa da parte degli annunziatori della buona novella.
Così in Betania la casa dei tre fratelli, Lazzaro, Maria e Marta,
e così nelle immediate vicinanze di Gerusalemme il Getsemani
dove si poteva giungere rapidamente, come in quella sera che si era
fatto tardi per le cerimonie della Pasqua, per l'istituzione dell'Eucaristia,
e per i discorsi tenuti da Gesù nella circostanza.
Secondo una supposizione avanzata dal Macduff, il getsemani fu anche
il luogo dove avvenne nottetempo il colloquio di Gesù con Nicodemo.
La notizia non ha che il valore di un'ipotesi, ma si inquadra bene nella
funzionalità del Getsemani.
Mentre gli altri dormivano possiamo facilmente pensare a Gesù
assorto divino colloquio con il padre, oppure a colloquio con gli uomini
che Egli aveva convocati in quel luogo per sviluppare i motivi esposti
nella predicazione pubblica diurna adattandoli, con squisita carità,
ai bisogni e alle caratteristiche di ciascuno.
Luogo di preghiera, di convegno, di apostolato personale, ecco il Getsemani
prima della grande notte.
fine 1° paragrafo.......2° paragrafo