4 - I convegni
di Gesù e dei suoi al Getsemani avvenivano frequentemente (<<frequenter>>)
ed ancora più frequenti erano gli incontri, i colloqui, le vicende
collettive nella giornata, poiché il Divino Maestro e gli Apostoli
conducevano, per così dire, vita comune durante gli anni del
Vangelo.
Anche per gli operai, di solito, è frequente l'occasione di trovarsi,
di adunarsi e di correggersi fraternamente. Per ciò nell'operaio
dev'esservi una disposizione d'animo alla vita collettiva che gli permetta
di ricavarne tutto quell'utile che gli Apostoli ricevevano frequentando
il Redentore.
A prescindere da ogni istruzione impartita in adunanza e da ogni correzione
fraterna propriamente detta, la vita in comune ha un altissimo valore
di ammaestramento per le anime docili allo Spirito Santo.
Negli altri possiamo meditare di noi stessi sia per quanto dovremmo
avere e ci manca, sia per quanto abbiamo di difettoso e di cui dovremmo
spogliarci.
Ammirare nel prossimo operaio e, più in genere, in tutte le persone
che si frequentano, le belle doti spirituali è abbastanza facile,
ma non sufficiente perché gli esempi buoni che si ricevono possono
essere imputati dalla Giustizia divina come argomento di giudizio; bisogna
preoccuparsi di imitare.
La possibilità di avvicinare persone virtuose è fra i
più grandi doni di Dio, perché in esse il cristianesimo
si manifesta, come non avviene altrimenti, neppure attraverso il migliore
insegnamento dottrinale.
La pratica della virtù è più semplice e sicura
quando vien dato di conoscerla attraverso un esempio, anche perché
allora non si può a meno di amarla e cioè di desiderare
di possederla.
Nelle tentazioni vale spesso assai più il ricordo di persone
sante ed il pensiero di ciò che esse farebbero in tale circostanza,
che non quello degli insegnamenti teorici ricevuti.
Perciò la fraternità operaia rappresenta un mezzo principe
di santificazione che ogni operaio deve coltivare accettando di buon
grado ciò che essa può importare di sacrificio.
Non sempre i caratteri che si incontrano sono capaci di fondersi, anzi
possono manifestarsi delle superfici di attrito che bloccano, se non
interviene lo spirito soprannaturale, il rendimento dell'amicizia cristiana.
Allora non è il caso di pensare alle ragioni proprie, ma alle
ragioni altrui; bisogna mettersi dal punto di vista della persona con
la quale si sente di non andare d'accordo, e rendersi conto delle proprie
deficienze che destano in quella dei sentimenti sfavorevoli.
Le persone che ci criticano hanno sempre una percentuale di ragione.
Studiare severamente noi stessi nella reazione che destiamo in coloro
che ci avvicinano considerando soprattutto le ombre della nostra socialità,
è un segreto della perfezione cristiana.
Gli uomini sono così fatti e disposti dalla Provvidenza divina
che mediante un'influenza reciproca, quando la vita comune sia bene
accolta e utilizzata, perdono ogni asprezza come avviene per i ciottoli
nel greto del torrente, che, urtandosi a vicenda, diventano politi e
levigati.
La vita comune che per taluni è un tormento diventa, in questo
modo, un banco di prova di grande, insostituibile importanza.
Quando poi si svolge in seno alla Società Operaia dove questo
accorgimento è reciproco, per cui ciascuno va modellando sè
stesso sulle migliori qualità dei fratelli cosicché la
fusione delle anime viene preparata e facilitata, la vita comune diventa
una lieta necessità spirituale che i veri operai ardentemente
desiderano pur essendo educati dalla scuola getsemanica a sopportare,
fortemente, il tormento della solitudine.
fine 4° paragrafo.......VII Capitolo, 1°
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