1 - I confini
del podere, ben noto ai suoi notturni visitatori, vengono raggiunti
e oltrepassati.
Gesù con gli Undici s'inoltra fra gli ulivi, fino al luogo dove
essi usavano sostare nei consueti convegni.
Qui giunti, si può pensare che i discepoli si siano fermati in
attesa di ordini. Difatti le parole di Gesù ingiungono ai discepoli
di sedere.
Tanto Matteo come Marco riportano l'ordine di Gesù: <<Sedete
hic>> (Mt. 26,36 - Mc. 14,32 - Fermatevi qui)
e quest'ordine è motivato dal fatto che i discepoli devono trattenersi
in quel luogo e attendere : <<donec orem>> (Mc.
14,32 - Fin che io prego) riferisce il secondo
evangelista, mentre il primo, più completo, dice: <<donec
vadam illuc, et orem>> (Mt. 26,36 - Fin che
vado là a pregare).
Gesù lascia intendere fin da queste parole che Egli ha un piano
prestabilito da svolgere, deve pregare e cioè mettersi in relazione
con il Padre.
Per fare questo vuole appartarsi come tante altre volte, secondo il
racconto degli Evangelisti.
<<Ascendit in montem solus orare>> - Si legge per
un'altra occasione nel Vangelo di Matteo - <<Vespere autem
facto solus erat ibi>> (Mt. 14,23 - Salì
solo sul monte a pregare. E venuta la sera era solo in quel luogo).
<<Abiit in desertum locum, - si legge nel Vangelo di
Marco - ibique orabat>> (Mt. 1,35 - Uscì
per andare in un luogo solitario; ed ivi pregava).
<<Ipse autem secedebat in desertum, et orabat>>
(Lc. 5,16 - Ma egli si ritirava in luoghi solitari e
pregava) si legge nel Vangelo di Luca e poi ancora:
<<Cum solus esset orans>> (Lc. 9,18 -
Mentre egli stava solo a pregare).
Una zona di rispetto sembra dover circondare le relazioni personali
che passano fra il Figlio di Dio e il Padre.
Quando pocanzi, dopo l'ultima cena, Gesù rivolse al Padre la
sublime preghiera dell'unità per la sua Chiesa, attorno a Lui
erano i discepoli, ma la preghiera aveva allora uno scopo collettivo.
La preghiera del Getsemani sarà invece personalissima e una divina
cautela sembra vietargli di rivolgersi al padre al cospetto di tutti
i discepoli.
Per quanto, questa volta, il dolcissimo Redentore acconsenta a sollevare
i veli della sua intimità con il Padre, pure l'assistenza degli
uomini sarà ridotta al minimo.
Il grosso della comitiva deve attendere in disparte.
All'ordine di Gesù i discepoli obbediscono. Il Vangelo li chiama,
semplicemente, discepoli, ma sono, fra i discepoli, quelli che la Chiesa
chiamerà apostoli.
Mentre si dispongono a sedere fra le ombre lunari degli ulivi e ad attendere
che si compia la preghiera di Gesù, ricordiamo i loro nomi:
Andrea, fratello di Pietro, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo,
Giacomo d'Alfeo e Taddeo, Simone cananeo.
Mancano in questo gruppo, Pietro di Giovanni, Giacomo e Giovanni di
Zebedeo perché dovranno seguire Gesù più oltre,
nel segreto della notte.
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