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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<SEDETE HIC>>

1 - I confini del podere, ben noto ai suoi notturni visitatori, vengono raggiunti e oltrepassati.
Gesù con gli Undici s'inoltra fra gli ulivi, fino al luogo dove essi usavano sostare nei consueti convegni.
Qui giunti, si può pensare che i discepoli si siano fermati in attesa di ordini. Difatti le parole di Gesù ingiungono ai discepoli di sedere.
Tanto Matteo come Marco riportano l'ordine di Gesù: <<Sedete hic>> (Mt. 26,36 - Mc. 14,32 - Fermatevi qui) e quest'ordine è motivato dal fatto che i discepoli devono trattenersi in quel luogo e attendere : <<donec orem>> (Mc. 14,32 - Fin che io prego) riferisce il secondo evangelista, mentre il primo, più completo, dice: <<donec vadam illuc, et orem>> (Mt. 26,36 - Fin che vado là a pregare).
Gesù lascia intendere fin da queste parole che Egli ha un piano prestabilito da svolgere, deve pregare e cioè mettersi in relazione con il Padre.
Per fare questo vuole appartarsi come tante altre volte, secondo il racconto degli Evangelisti.
<<Ascendit in montem solus orare>> - Si legge per un'altra occasione nel Vangelo di Matteo - <<Vespere autem facto solus erat ibi>> (Mt. 14,23 - Salì solo sul monte a pregare. E venuta la sera era solo in quel luogo).
<<Abiit in desertum locum, - si legge nel Vangelo di Marco - ibique orabat>> (Mt. 1,35 - Uscì per andare in un luogo solitario; ed ivi pregava).
<<Ipse autem secedebat in desertum, et orabat>> (Lc. 5,16 - Ma egli si ritirava in luoghi solitari e pregava) si legge nel Vangelo di Luca e poi ancora:
<<Cum solus esset orans>> (Lc. 9,18 - Mentre egli stava solo a pregare).

Una zona di rispetto sembra dover circondare le relazioni personali che passano fra il Figlio di Dio e il Padre.
Quando pocanzi, dopo l'ultima cena, Gesù rivolse al Padre la sublime preghiera dell'unità per la sua Chiesa, attorno a Lui erano i discepoli, ma la preghiera aveva allora uno scopo collettivo.
La preghiera del Getsemani sarà invece personalissima e una divina cautela sembra vietargli di rivolgersi al padre al cospetto di tutti i discepoli.
Per quanto, questa volta, il dolcissimo Redentore acconsenta a sollevare i veli della sua intimità con il Padre, pure l'assistenza degli uomini sarà ridotta al minimo.
Il grosso della comitiva deve attendere in disparte.

All'ordine di Gesù i discepoli obbediscono. Il Vangelo li chiama, semplicemente, discepoli, ma sono, fra i discepoli, quelli che la Chiesa chiamerà apostoli.
Mentre si dispongono a sedere fra le ombre lunari degli ulivi e ad attendere che si compia la preghiera di Gesù, ricordiamo i loro nomi:
Andrea, fratello di Pietro, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo, Giacomo d'Alfeo e Taddeo, Simone cananeo.
Mancano in questo gruppo, Pietro di Giovanni, Giacomo e Giovanni di Zebedeo perché dovranno seguire Gesù più oltre, nel segreto della notte.

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GETSEMANI

capitolo VII

Edizioni Operaie 1952

 

<<Et dixit discipulis suis: Sedete hic donec vadam illuc, et orem>>
(Mt. 26, 36)

<<Et ait discipulis suis: Sedete hic donec horem>>
(Mc. 14, 32)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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