Società Operaia
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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<SEDETE HIC>>

2 - Secondo i calcoli degli Autori più accreditati, l'ingresso di Gesù con i discepoli nel Getsemani avvenne intorno alle 11 di notte e la permanenza si protrasse fino intorno alla mezzanotte.
Perciò la preghiera al Padre dovette occupare un'ora circa e Gesù, avendo stabilito di non portare con sè nell'agonia il maggior numero dei discepoli, non volle che essi rimanessero in apprensione per Lui, in un'attesa debilitante per l'anima e per il corpo.
Di qui l'ordine di sedere che è come l'annunzio di un periodo non breve, ma tranquillo, di aspettazione.
Con questo tratto semplice, eppure prezioso ed eloquentissimo, Gesù mostra un delicato dettaglio della sua carità verso i discepoli. Egli è veramente il Buon Pastore che ha cura del benessere di ogni pecora che Gli fu affidata.
Egli che sa do procedere verso l'ora più atroce e disumana della sua vita terrena, è umanissimo verso gli altri, delicato come una madre.
Il dolore imminente non altera la sua dolce fisionomia spirituale e, nonostante l'imminenza della sua personale tragedia, egli si occupa di alleviare il dolore altrui.

Una ricca umanità è dote dell'anima consacrata e tanto più dell'operaio che vive, mescolato fra gli uomini, la sua consacrazione.
Spirito di umanità vuol dire spirito di comprensione verso ogni essere umano, non per debolezza o tornaconto, ma per la divina carità insegnataci dal Maestro.
L'esempio di Gesù ci invita ad estendere la comprensione ai più discosti limiti essendo altrettanto esigenti con noi stessi, quanto favorevoli ad ogni possibile concessione verso il prossimo.

Comprensivo ed umano è chi ascolta, con affettuosa attenzione, quello che un altro vuole dirgli; se anche non è possibile accondiscendere alla richiesta, l'ascolto e il consiglio sono di per sè un dono che fa del bene.

Comprensivo ed umano è colui che interpreta, e possibilmente previene, i bisogni anche materiali di un altro uomo, aiutandolo a mettere la sua vita in carreggiata.
Così anche chi sa concedere signorilmente la sua fiducia a colui che, stanco e avvilito, può trovare in questo stimolo la forza della ripresa e della resurrezione.

E' pure segno di comprensione concedere riconoscimento e lode a chi ha, per qualche titolo, ben meritato. Anteporre il pensiero delle condizioni del prossimo a quello delle condizioni personali, accettare la disumanità per sè e ricercare l'umanità per gli altri, è un preciso insegnamento del Getsemani.

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GETSEMANI

capitolo VII

Edizioni Operaie 1952

 

<<Et dixit discipulis suis: Sedete hic donec vadam illuc, et orem>>
(Mt. 26, 36)

<<Et ait discipulis suis: Sedete hic donec horem>>
(Mc. 14, 32)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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