2 - Secondo
i calcoli degli Autori più accreditati, l'ingresso di Gesù
con i discepoli nel Getsemani avvenne intorno alle 11 di notte e la
permanenza si protrasse fino intorno alla mezzanotte.
Perciò la preghiera al Padre dovette occupare un'ora circa e
Gesù, avendo stabilito di non portare con sè nell'agonia
il maggior numero dei discepoli, non volle che essi rimanessero in apprensione
per Lui, in un'attesa debilitante per l'anima e per il corpo.
Di qui l'ordine di sedere che è come l'annunzio di un periodo
non breve, ma tranquillo, di aspettazione.
Con questo tratto semplice, eppure prezioso ed eloquentissimo, Gesù
mostra un delicato dettaglio della sua carità verso i discepoli.
Egli è veramente il Buon Pastore che ha cura del benessere di
ogni pecora che Gli fu affidata.
Egli che sa do procedere verso l'ora più atroce e disumana della
sua vita terrena, è umanissimo verso gli altri, delicato come
una madre.
Il dolore imminente non altera la sua dolce fisionomia spirituale e,
nonostante l'imminenza della sua personale tragedia, egli si occupa
di alleviare il dolore altrui.
Una ricca umanità è dote dell'anima consacrata e tanto
più dell'operaio che vive, mescolato fra gli uomini, la sua consacrazione.
Spirito di umanità vuol dire spirito di comprensione verso ogni
essere umano, non per debolezza o tornaconto, ma per la divina carità
insegnataci dal Maestro.
L'esempio di Gesù ci invita ad estendere la comprensione ai più
discosti limiti essendo altrettanto esigenti con noi stessi, quanto
favorevoli ad ogni possibile concessione verso il prossimo.
Comprensivo ed umano è chi ascolta, con affettuosa attenzione,
quello che un altro vuole dirgli; se anche non è possibile accondiscendere
alla richiesta, l'ascolto e il consiglio sono di per sè un dono
che fa del bene.
Comprensivo ed umano è colui che interpreta, e possibilmente
previene, i bisogni anche materiali di un altro uomo, aiutandolo a mettere
la sua vita in carreggiata.
Così anche chi sa concedere signorilmente la sua fiducia a colui
che, stanco e avvilito, può trovare in questo stimolo la forza
della ripresa e della resurrezione.
E' pure segno di comprensione concedere riconoscimento e lode a chi
ha, per qualche titolo, ben meritato. Anteporre il pensiero delle condizioni
del prossimo a quello delle condizioni personali, accettare la disumanità
per sè e ricercare l'umanità per gli altri, è un
preciso insegnamento del Getsemani.
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