4 - Talvolta
l'ordine che il Cristo sussurra alle orecchie dell'anima, oppure manifesta
attraverso la parola di un Superiore, non significa solo l'interrompimento
del lavoro e il riposo, ma anche l'attesa.
Similmente nella notte del Getsemani l'ordine di sostare, equivaleva
all'ordine di attendere. Non è solo l'umana preoccupazione di
un accorto tempismo a consigliarci, talora, di temporeggiare, ma è
di princìpi nettamente soprannaturali che si alimenta l'attesa
degli operai.
Chi illumina, chi redime tanto la singola anima, quanto le moltitudini,
non è l'uomo, ma il Cristo.
Essendo sostanzialmente suo il lavoro, sua è la direzione, la
responsabilità, suo il metodo, il risultato di ogni opera apostolica.
Per tramiti invisibili, servendosi delle forze corredentrici che gli
uomini mettono a sua disposizione, il Cristo continua a lavorare nel
mondo, senza soste e secondo un piano preordinato.
Bisogna avvertire, al di là dei sensi, i colpi d'ascia e di martello
che il divino Operaio vibra, alla costruzione del capolavoro, così
come un giorno gli abitanti di Nazaret seguivano il suo lavoro nella
bottega artigiana di Giuseppe.
I tempi dell'apostolato sono scanditi da Gesù. È Lui che
accelera. È Lui che rallenta.
Come il falegname prepara le assi e le ripone perché serviranno
un giorno per un bisogno determinato, così nelle opere apostoliche
avviene spesso che il lavoro iniziato non giunga a compimento subito,
od anche apparentemente non vi giunga mai.
La visione soprannaturale del mondo impedisce all'operaio di legare
la sua soddisfazione al successo immediato e sensibile, oppure anche
ad un piano determinato di azione.
Egli è lieto di lavorare intensamente e intelligentemente, secondo
le direttive che di volta in volta riceve dai suoi Superiori, o dalla
sua coscienza.
Ma è anche lieto di fermarsi e di attendere che si chiarisca
il volere di Dio, che i tempi maturino, che si compia il piano della
Provvidenza nei suoi dettagli. Lieto anche se l'attesa oltrepassa la
sua vita perché la sua anima non vive nel tempo, ma aderisce
ai piani di Colui che riempie del suo Essere l'eternità.
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