Società Operaia
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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<SEDETE HIC>>

4 - Talvolta l'ordine che il Cristo sussurra alle orecchie dell'anima, oppure manifesta attraverso la parola di un Superiore, non significa solo l'interrompimento del lavoro e il riposo, ma anche l'attesa.
Similmente nella notte del Getsemani l'ordine di sostare, equivaleva all'ordine di attendere. Non è solo l'umana preoccupazione di un accorto tempismo a consigliarci, talora, di temporeggiare, ma è di princìpi nettamente soprannaturali che si alimenta l'attesa degli operai.

Chi illumina, chi redime tanto la singola anima, quanto le moltitudini, non è l'uomo, ma il Cristo.
Essendo sostanzialmente suo il lavoro, sua è la direzione, la responsabilità, suo il metodo, il risultato di ogni opera apostolica.
Per tramiti invisibili, servendosi delle forze corredentrici che gli uomini mettono a sua disposizione, il Cristo continua a lavorare nel mondo, senza soste e secondo un piano preordinato.
Bisogna avvertire, al di là dei sensi, i colpi d'ascia e di martello che il divino Operaio vibra, alla costruzione del capolavoro, così come un giorno gli abitanti di Nazaret seguivano il suo lavoro nella bottega artigiana di Giuseppe.
I tempi dell'apostolato sono scanditi da Gesù. È Lui che accelera. È Lui che rallenta.
Come il falegname prepara le assi e le ripone perché serviranno un giorno per un bisogno determinato, così nelle opere apostoliche avviene spesso che il lavoro iniziato non giunga a compimento subito, od anche apparentemente non vi giunga mai.
La visione soprannaturale del mondo impedisce all'operaio di legare la sua soddisfazione al successo immediato e sensibile, oppure anche ad un piano determinato di azione.
Egli è lieto di lavorare intensamente e intelligentemente, secondo le direttive che di volta in volta riceve dai suoi Superiori, o dalla sua coscienza.
Ma è anche lieto di fermarsi e di attendere che si chiarisca il volere di Dio, che i tempi maturino, che si compia il piano della Provvidenza nei suoi dettagli. Lieto anche se l'attesa oltrepassa la sua vita perché la sua anima non vive nel tempo, ma aderisce ai piani di Colui che riempie del suo Essere l'eternità.

fine 4° paragrafo.....VIII Capitolo, 1° paragrafo


 

 

 

GETSEMANI

capitolo VII

Edizioni Operaie 1952

 

<<Et dixit discipulis suis: Sedete hic donec vadam illuc, et orem>>
(Mt. 26, 36)

<<Et ait discipulis suis: Sedete hic donec horem>>
(Mc. 14, 32)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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