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Scritti di Luigi Gedda

<<ASSUMIT... SECUM>>

1 - Quando ebbe ordinato agli Apostoli di sedere e di pregare per non cadere in tentazione, Gesù chiamò tre di essi, Pietro, Giacomo e Giovanni, e li condusse oltre, con Sé.

Dal gruppo apostolico viene dunque estratto un piccolo nucleo di uomini, in testa ai quali si mette Gesù.
L'invito rivolto ai tre annulla il precedente comando di sedere; essi dovranno camminare seguendo Gesù dove Egli riterrà opportuno di andare, nel cuore nella notte misteriosa.
Pietro, Giacomo e Giovanni obbediscono, non siedono, o se già seduti si alzano, vincono la stanchezza che impigrisce il corpo e la mente, si distaccano dai compagni e obbediscono al Maestro mettendosi sui passi di Lui.

Pietro, Giacomo e Giovanni. Ma quale destino pesa su questi tre uomini? Che cosa vuole da essi il Redentore? Perché questi e non altri? La risposta è racchiusa nella mente di Dio.
Noi possiamo appena constatare i fatti e cercare di decifrarli accostandoli ad altri fatti.
Questo è certo, che nel Vangelo vi sono indubbie tracce di predilezione di Gesù verso i tre del Getsemani; e non solo per ciascuno di essi singolarmente considerato, ma per il gruppo qualificato che essi costituiscono in seno al collegio apostolico e che Gesù, non senza intenzione, mise spesso in evidenza.
Così, per esempio, quando fu operato il miracolo della resurrezione della figlia di Giairo, Gesù non volle con sé altri se non i tre prediletti; Marco riferisce la disposizione di Gesù con le seguenti parole: ((Et non admisit quemquam se sequi, nisi Petrum, et Jacobum, et Joannem jratem Jacobì » (Mc.5, 37 - E non ammise a seguirlo se non Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo).
Così pure, nell'occasione più solenne della salita sul Tabor per la Trasfigurazione, i compagni prescelti furono questi tre Apostoli : « Post dies sex — narra Matteo — assumit Jesus Petrum, et Jacobum, et Joannem jratem eius, et ducit illos in montem excelsum seorsum » (Mt. 17, 1 - Sei giorni dopo Gesù, presi con sé Pietro e Giacomo e Giovanni suo fratello li conduce in disparte sopra un alto monte).

Non è dunque a caso che Gesù sceglie anche nel Getsemani quei tre, distaccandoli dagli altri Apostoli.
Negli anni della vita pubblica essi erano stati collocati chiaramente in condizioni di precedenza ed era giusto che anche in questa circostanza fossero più degli altri vicini al Maestro.
Marco che riflette il pensiero di Pietro e quindi, in un certo senso, le sfumature del pensiero del Principe degli Apostoli, rende un tributo alla precedenza di Pietro, Giacomo e Giovanni di fronte agli altri apostoli anche là dove parla dell'elezione dei dodici.
A differenza di Matteo che rispetta i legami del sangue ed incomincia ricordando prima i due figli di Alfeo e poi i due figli di Zebedeo, Marco dà la precedenza ai tre del Getsemani con queste parole: <<Et imposuit Simoni nomen Petrus: et Jacobum Zebedaei, et Joannem fratrem
Jacobi, et imposuit eis nomina Boanérges, quod est, Filii tronitrui>> (Mc.3, 16-17 - Simone cui mise nome Pietro, Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo ai quali mise nome Boanerges, cioè figli del tuono).

Come si vede, mentre Marco elenca rapidamente il nome degli altri Apostoli, sui tre del Getsemani si indugia notando un particolare degno di rilievo e cioè che Gesù diede ad essi un nome nuovo, a Simone quello di Pietro, a Giacomo ed a Giovanni quello di Figli del tuono.
È difficile penetrare il significato profondo di questa disposizione del Maestro, ma una cosa appare evidente che, mettendoli davanti agli altri, Egli volle da essi una trasformazione anche più radicale, non solamente nell'anima ma anche nel nome.


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GETSEMANI

capitolo VIII

Edizioni Operaie 1952

Gesù nell'Orto degli Olivi - Paolo Morando - Verona

Per tornare a "Getsemani"

<<«Et assumpto Petro, et duobus filiis Zebedaei>>
(Mt. 26, 37)

<<Et assumit Petrum, et Jacobum et Joannem secum>>
( Mc. 14, 33)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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