Società Operaia
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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

<<ASSUMIT... SECUM>>

4 - Vi è una parola nel testo di Marco che stiamo meditando la quale ha molta importanza per il mondo interiore dell'anima consacrata, ed è la parola « secum », con Sé.
Il secondo evangelista non si limita a dire che Gesù assunse Pietro, Giacomo e Giovanni, ma sottolinea ciò che Matteo sottintende, che Gesù li prese con Sé: « secum».
Molta dolcezza è racchiusa in questa parola ed è bene fermarsi a meditarla. Le anime che seguono la chiamata e che appoggiano la loro vita, come una leva, sul fulcro della consacrazione per sollevare il mondo, devono sapere di non essere sole. Gesù le prende con Sé: «assumit secum>>.

Questo pensiero vale quello della presenza di Dio che è veramente fondamentale per le anime che tendono alla perfezione ma anche, per così dire, lo supera.
Non è soltanto l'occhio di Dio su di noi, ma è la compagnia di Gesù
dalla quale irradiano i prodigi della sua amicizia.
Come può essere triste un operaio quando un pellegrino misterioso lo accompagna ricordandogli le Scritture e spiegandogli gli avvenimenti che si vanno svolgendo?
In quel modo che Gesù non manda gli Apostoli nel Getsemani, ma li porta con Sé e si occupa continuamente di loro, così all'operaio Egli non solamente addita la strada, ma lo conduce quasi per mano.

Se questo è il pensiero che deve ad ogni istante infondere certezza e gaudio, lo è in special modo quando l'operaio trattiene, non solo spiritualmente, ma realisticamente il Cristo con sé, vale a dire quando riceve la Santa Comunione.

Molti fanno ressa attorno al Sacramento, come la gente attorno a Gesù in quel giorno nel quale Egli si recava verso la casa di Giairo. Gesù era sospinto da ogni parte così che i discepoli si stupirono quando Egli disse: <<Quis tetigit vestimenta mea?» (Mc. 5,30 - Chi ha toccato le mie vesti?) e gli osservarono: « Vides turbam comprimentem te, et dicis: Quis me tetigit? » (MC. 5,31 - Vedi come ti preme la folla, e domandi: Chi mi ha toccato?).

In realtà una donna, una sola povera donna ammalata, fra quei tanti che si stringevano attorno a Gesù, era riuscita a strappargli una forza misteriosa, operatrice del miracolo: <<Jesus in semetipso cognoscens virtutem, quae exierat de illo... » (Mc. 5, 30 - Gesù accortosi subito dentro di sè della virtù che era emanata da lui...).

Quella donna che aveva saputo accostare Gesù come nessun altro, deve il segreto della sua fortuna a quel pensiero che si era radicato nella sua mente e che l'Evangelista riporta: <<Quia si vel vestimentum eius tetigero, salva ero » (Mc. 5,28 - Solo ch'io tocchi la sua veste sarò salva).
È appunto la fede che costringe Gesù al miracolo «Filia — Egli disse — fides tua te salvanti fecit: vade in pace, et esto sana a plaga tua » (Mc. 5, 34 - Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace e sii guarita dal tuo male).

Quando Gesù prende seco l'operaio sacramentalmente, nella Santa Comunione, questi deve realizzare un rapporto di fede sull'esempio dell'emorroissa.
Non basta accostarsi a Gesù, bisogna toccarlo con quella certezza interiore che risana.
La Comunione di ogni giorno è l'ambulatorio spirituale dell'operaio dove egli ritrova la salvezza e pace.

fine 4° paragrafo.........IX capitolo 1° paragrafo

 





 

 

 

 

 

 


 

 

 

GETSEMANI

capitolo VIII

Edizioni Operaie 1952

 

Per tornare a "Getsemani"

<<«Et assumpto Petro, et duobus filiis Zebedaei>>
(Mt. 26, 37)

<<Et assumit Petrum, et Jacobum et Joannem secum>>
( Mc. 14, 33)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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