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Scritti di Luigi Gedda
Questo pensiero vale quello della presenza di Dio che
è veramente fondamentale per le anime che tendono alla perfezione
ma anche, per così dire, lo supera. Se questo è il pensiero che deve ad ogni istante infondere certezza e gaudio, lo è in special modo quando l'operaio trattiene, non solo spiritualmente, ma realisticamente il Cristo con sé, vale a dire quando riceve la Santa Comunione. Molti fanno ressa attorno al Sacramento, come la gente attorno a Gesù in quel giorno nel quale Egli si recava verso la casa di Giairo. Gesù era sospinto da ogni parte così che i discepoli si stupirono quando Egli disse: <<Quis tetigit vestimenta mea?» (Mc. 5,30 - Chi ha toccato le mie vesti?) e gli osservarono: « Vides turbam comprimentem te, et dicis: Quis me tetigit? » (MC. 5,31 - Vedi come ti preme la folla, e domandi: Chi mi ha toccato?). In realtà una donna, una sola povera donna ammalata, fra quei tanti che si stringevano attorno a Gesù, era riuscita a strappargli una forza misteriosa, operatrice del miracolo: <<Jesus in semetipso cognoscens virtutem, quae exierat de illo... » (Mc. 5, 30 - Gesù accortosi subito dentro di sè della virtù che era emanata da lui...). Quella donna che aveva saputo accostare Gesù
come nessun altro, deve il segreto della sua fortuna a quel pensiero
che si era radicato nella sua mente e che l'Evangelista riporta: <<Quia
si vel vestimentum eius tetigero, salva ero » (Mc. 5,28 -
Solo ch'io tocchi la sua veste sarò salva). Quando Gesù prende seco l'operaio sacramentalmente,
nella Santa Comunione, questi deve realizzare un rapporto di fede sull'esempio
dell'emorroissa.
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