Società Operaia
Vita Operaia
 
Gesù Orante - Cripta del Getsemani di Paestum
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Lettera del Presidente - maggio/giugno 2006


PRESIDENZA NAZIONALE

Pater, non mea voluntas sed tua fiat!

Pianezza, luglio/agosto 2006

Carissimi/e,
le vacanze sono imminenti, ma il Regno di Dio è più imminente ancora. Apriamo il nostro cuore a questo Regno e viviamolo con gioia mentre ci sforziamo di realizzarlo attorno a noi.
Sul finire del mese di giugno ho avuto la fortuna di condividere uno stupendo corso di Esercizi Spirituali con gli Operai della Sicilia orientale. Li ringrazio ancora per la fraterna accoglienza e l’ospitalità… “calorosa”! Sostanziose le Meditazioni predicate da Don Franco Santuccio; interessanti per gli argomenti le istruzioni fraterne.
Meditazioni e istruzioni mi hanno dato lo spunto per parlarvi in questa bimestrale del Regno di Dio, di questo campo vasto e immenso dove Dio chiede la collaborazione della nostra opera e dove il Papa ci invita a stare con lui che si è definito “un umile operaio della vigna del Signore”. Mentre alcuni relatori hanno parlato di “Comunione ed Evangelizzazione” (il Prof. Nino Carbone), dell’”Operaio luce nel mondo” (il Dr. Sebastiano Rodante) e del “Perché dobbiamo essere cristiani” (l’Ing. Ciccio Ferro), io ho voluto attirare l’attenzione sul recente incontro dei Movimenti laicali con il Papa, avvenuto in Roma dal 31 Maggio al 2 Giugno. Ed è ancora questo argomento che vorrei condividere con voi, perché mi sembra non solo attuale, ma molto importante.
Il Papa ha esordito dicendo che i Movimenti sono “scuole di comunione”. Non dunque isole a se stanti, ma tutti comunicanti tra loro perché unica è la linfa vitale che li vivifica: lo Spirito Santo. E poi ha continuato affermando:
“Voi appartenete alla struttura viva della Chiesa. Essa vi ringrazia per il vostro impegno missionario, per l’azione formativa che sviluppate in modo crescente sulle famiglie cristiane, per la promozione delle vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita consacrata che sviluppate al vostro interno”.
E’ importante notare questa sottolineatura “missionaria” che il Papa attribuisce ai Movimenti laicali e prima di tutto all’interno della propria famiglia, dove si sviluppa un’azione formativa e si promuovono le vocazioni sacerdotali e religiose. Le nostre famiglie devono quindi essere dei vivai dove si coltivano non solo i germi del cristianesimo, ma si mira espressamente a fornire tutti gli aiuti necessari per il ministero sacerdotale.
Il Papa ha poi espresso il suo ringraziamento per la “disponibilità” che i Movimenti dimostrano a seguire “le indicazioni operative del successore di Pietro, ma anche dei Vescovi”, ritenuti insieme al Papa, “custodi della verità e della carità nell’unità”. Di qui l’appello del Papa che dice: “ Confido nella vostra pronta obbedienza”.
Per noi, cari fratelli e sorelle, questo suona non come un ordine, ma come un dovere sacro, perché rispecchia l’atteggiamento di Gesù nel Getsemani: la pronta obbedienza nel fare la Volontà del Padre. E’ questo che ci caratterizza come Movimento all’interno della Chiesa: una schietta e pronta obbedienza a tutte le indicazioni del Papa e dei Vescovi in comunione con lui.
Non possiamo dirci veri Operai se manchiamo a questo spirito di pronta obbedienza che il Papa ci chiede “per l’edificazione del Corpo di Cristo in mezzo agli uomini”. E questo si ricollega a quello che richiamavo all’inizio di questa bimestrale: il Regno di Dio.
Gesù iniziava proprio così la sua predicazione: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al vangelo” (Mt. 1,15).
Non indugiamo, ma prepariamoci a questo Regno e aiutiamo gli altri ugualmente a prepararsi e a costruire questo Regno che dovremo abitare. Non è più il tempo dei “se” e dei “ma”, ma è il tempo di andare incontro allo Sposo che viene (Mt. 25,6) è il tempo di testimoniare la nostra fede e il nostro amore a Gesù.
“Vi sostenga la partecipazione alla preghiera della Chiesa – ha detto ancora il Papa - … che costituisce in qualche modo un affacciarsi del Cielo sulla terra”.
Non stanchiamoci di ricorrere a questo grande mezzo della preghiera liturgica, dell’Ufficio delle Ore, che ci mette in comunione con tutta la Chiesa che prega e ci aiuta nelle nostre tribolazioni quotidiane. Smettere di pregare è rischiare di naufragare nella disperazione. La preghiera è ancora di salvezza per il dubbioso e per il credente.

Ci aiuti allora la nostra Mamma celeste a mantenere fede al nostro impegno e a “confortare Gesù nel Getsemani”, oltre che “a conoscere e fare la Volontà di Dio”.

Fraternamente vi abbraccio tutti nel Signore Gesù sofferente e gioiosamente risorto.

Marcello

 


 


Bimestrale del Presidente della Società Operaia agli amici ed agli iscritti dei vari R.O.D.

 

 

Ritorna a Prima Pagina

Ritorna a Vita Operaia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org