Carissimi/e,
le vacanze sono imminenti, ma il Regno di Dio è più imminente
ancora. Apriamo il nostro cuore a questo Regno e viviamolo con gioia
mentre ci sforziamo di realizzarlo attorno a noi.
Sul finire del mese di giugno ho avuto la fortuna di condividere uno
stupendo corso di Esercizi Spirituali con gli Operai della Sicilia
orientale. Li ringrazio ancora per la fraterna accoglienza
e l’ospitalità… “calorosa”! Sostanziose
le Meditazioni predicate da Don Franco Santuccio; interessanti per gli
argomenti le istruzioni fraterne.
Meditazioni e istruzioni mi hanno dato lo spunto per parlarvi in questa
bimestrale del Regno di Dio, di questo campo vasto e immenso dove Dio
chiede la collaborazione della nostra opera e dove il Papa ci invita
a stare con lui che si è definito “un umile operaio della
vigna del Signore”. Mentre alcuni relatori hanno parlato di “Comunione
ed Evangelizzazione” (il Prof. Nino Carbone), dell’”Operaio
luce nel mondo” (il Dr. Sebastiano Rodante) e del “Perché
dobbiamo essere cristiani” (l’Ing. Ciccio Ferro), io ho
voluto attirare l’attenzione sul recente incontro dei Movimenti
laicali con il Papa, avvenuto in Roma dal 31 Maggio al 2 Giugno. Ed
è ancora questo argomento che vorrei condividere con voi, perché
mi sembra non solo attuale, ma molto importante.
Il Papa ha esordito dicendo che i Movimenti sono “scuole di comunione”.
Non dunque isole a se stanti, ma tutti comunicanti tra loro perché
unica è la linfa vitale che li vivifica: lo Spirito Santo. E
poi ha continuato affermando:
“Voi appartenete alla struttura viva della Chiesa. Essa vi ringrazia
per il vostro impegno missionario, per l’azione formativa che
sviluppate in modo crescente sulle famiglie cristiane, per la promozione
delle vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita consacrata che
sviluppate al vostro interno”.
E’ importante notare questa sottolineatura “missionaria”
che il Papa attribuisce ai Movimenti laicali e prima di tutto all’interno
della propria famiglia, dove si sviluppa un’azione formativa e
si promuovono le vocazioni sacerdotali e religiose. Le nostre famiglie
devono quindi essere dei vivai dove si coltivano non solo i germi del
cristianesimo, ma si mira espressamente a fornire tutti gli aiuti necessari
per il ministero sacerdotale.
Il Papa ha poi espresso il suo ringraziamento per la “disponibilità”
che i Movimenti dimostrano a seguire “le indicazioni operative
del successore di Pietro, ma anche dei Vescovi”, ritenuti insieme
al Papa, “custodi della verità e della carità nell’unità”.
Di qui l’appello del Papa che dice: “ Confido nella vostra
pronta obbedienza”.
Per noi, cari fratelli e sorelle, questo suona non come un ordine, ma
come un dovere sacro, perché rispecchia l’atteggiamento
di Gesù nel Getsemani: la pronta obbedienza nel fare la Volontà
del Padre. E’ questo che ci caratterizza come Movimento all’interno
della Chiesa: una schietta e pronta obbedienza a tutte le indicazioni
del Papa e dei Vescovi in comunione con lui.
Non possiamo dirci veri Operai se manchiamo a questo spirito di pronta
obbedienza che il Papa ci chiede “per l’edificazione del
Corpo di Cristo in mezzo agli uomini”. E questo si ricollega a
quello che richiamavo all’inizio di questa bimestrale: il Regno
di Dio.
Gesù iniziava proprio così la sua predicazione: “Il
tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi
e credete al vangelo” (Mt. 1,15).
Non indugiamo, ma prepariamoci a questo Regno e aiutiamo gli altri ugualmente
a prepararsi e a costruire questo Regno che dovremo abitare. Non è
più il tempo dei “se” e dei “ma”, ma
è il tempo di andare incontro allo Sposo che viene (Mt. 25,6)
è il tempo di testimoniare la nostra fede e il nostro amore a
Gesù.
“Vi sostenga la partecipazione alla preghiera della Chiesa –
ha detto ancora il Papa - … che costituisce in qualche modo un
affacciarsi del Cielo sulla terra”.
Non stanchiamoci di ricorrere a questo grande mezzo della preghiera
liturgica, dell’Ufficio delle Ore, che ci mette in comunione con
tutta la Chiesa che prega e ci aiuta nelle nostre tribolazioni quotidiane.
Smettere di pregare è rischiare di naufragare nella disperazione.
La preghiera è ancora di salvezza per il dubbioso e per il credente.
Ci aiuti allora la nostra Mamma celeste a mantenere fede al nostro
impegno e a “confortare Gesù nel Getsemani”, oltre
che “a conoscere e fare la Volontà di Dio”.
Fraternamente vi abbraccio tutti nel Signore Gesù sofferente
e gioiosamente risorto.