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Testimoni di Vita Operaia
In ordine di tempo, il primo Operaio passato all’eternità
è LORENZO GRILLO.
Si dovrebbe dire il primo Apprendista, perché partecipò
per la prima volta agli Esercizi Spirituali del luglio 1943, ed allora
per i nuovi fu adottato questo nome. Ma è giusto che il grande
passaggio voluto da Dio abbia un peso maggiore delle nostre convenzioni,
e che Lorenzo Grillo, come ogni altro nostro defunto, venga considerato
<<Operaio>>.
Maestro a Borla di Condove e Laureando in Pedagogia e Filosofia, Lorenzo
Grillo era stato Aspirante della Gioventù di Azione Cattolica
dal 1931, poi delegato Aspiranti e Presidente in un’Associazione
di Bra.
E’ appunto a Bra, nella data del Giovedì Santo 1943, che
Egli redige la domanda di appartenere alla Società Operaia nella
quale si legge:
<<Ho considerato che l’unico ideale che può impegnare
una vita, la quale costa sacrifici, lotte e travagli grandi che solo
chi è già stato duramente provato dal dolore può
capire, è l’ideale dell’apostolato. In funzione dell’apostolato
la vita diventa una cosa grande, grandissima, tanto da desiderare di
vivere sempre, per sempre lavorare nella vigna del Signore che ha molta
messe e pochi Operai. Il vero apostolato, però, ho considerato,
è fatto di buon esempio, è fatto di parole, ma soprattutto
è fatto di Opere. E’ l’Opera che costruisce. Guidato,
quindi, da Dio che per me ha parlato con le circostanze e con particolari
lumi di fede e di ragione, e, dopo aver pregato molto molto la Mater
Boni Consilii, ho deciso di entrare come Apprendista, pensando di esservi
accolto [nella Società Operaia], non per me indegno e meschino,
ma per la rettitudine della mia intenzione. La mia Opera ancora la ignoro,
e per ora non è che l’assistenza ad un pugno di Aspiranti
di cui sono Delegato; ma l’Opera verrà: e sarà grande,
perché Iddio da noi si attende grandi cose se sapremo essere
umili e zelanti>>.
Con questo spirito Lorenzo Grillo partecipava agli Esercizi <<ad
Coelium>> ed i sentimenti che egli provava, entrando a far parte
della Società Operaia, vengono sottolineati da questa pagina
del suo Diario:
<<Signore, indegno tuo servo, chiamato ad alleviarTi la tristezza
del Getsemani, chiamato a dimostrare nell’Opera la mia fede in
Te e il mio amore di riparazione, o Signore, io rispondo alla chiamata!
Solo non resterai, e finchè io avrò una cellula viva,
questa sarà per Te.
<<Consacro la mia vita, tutta la mia vita, la mia posizione, i
miei studi, le mie energie e purtroppo, o Signore, anche i miei difetti
a Te che d’ora in avanti sarai la ragione prima della mia vita.
<<Maria SS. Consacro a Te la mia castità; aiutami a tener
fede alla parola data. Maria, preferisco qualunque disgrazia materiale
o spirituale, preferisco qualunque altro male sia fisico che morale,
al venir meno a questo voto che è pegno della mia consacrazione.
Domine, non mea voluntas, sed Tua fiat!>>.
Lorenzo non sapeva che la sua offerta sarebbe stata subito accettata
e che la grande Opera a cui Dio lo chiamava sarebbe stata quella di
essere il primo Operaio giunto al cospetto del Giudice, con i sentimenti
alti ed esemplari che abbiamo letto e che possono essere di modello
ad ogni Operaio.
Circa un mese dopo, accompagnando due giovani della sua Associazione
a fare il bagno nel fiume Tanaro, fu colto da malore e annegò.
Lorenzo Grillo moriva a 23 anni, il 21 agosto 1943.

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da VENT'ANNI
di Luigi Gedda
anno 1962-Ed. Operaie
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