Società Operaia
Storia
 
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Hanno detto di lui

Sempre a Milano conobbe Padre Gemelli, che gli fece scrivere un libro <<Lo sport>> analizzato dal punto di vista medico, psicologico, sociale e religioso.
Il libro riporta la prefazione dello stesso Padre Gemelli nella quale si legge <<non vi è alcuna attività umana che possa essere indifferente per il cattolico che ha compreso che la vita ha un fine soprannaturale…non vi è dunque uno sport cattolico, ma vi è un modo di giudicare anche gli sport che è proprio del cattolico>>.
Padre Gemelli, inoltre, accolse Luigi nel sodalizio, da lui promosso con Mons. Olgiati, dei missionari della Regalità, che teneva ogni anno gli esercizi spirituali a Castelnuovo Fogliani in una residenza dell’Università cattolica. E Luigi a sua volta fece entrare nel sodalizio molti dei suoi collaboratori, che venivano chiamati <<geddini>>.
A Milano Luigi, e specialmente la sorella, ebbero contatti con la famiglia Beretta, ricca di dodici figli, fra cui Gianna, laureata in medicina e morta nel 1962 per tumore, dopo aver rinunciato all’intervento chirurgico per salvare il quarto figlio e beatificata nel 1994 da Sua Santità Giovanni Paolo II.
Nel 1925 la famiglia Gedda tornava a Torino, abitando al quartiere Campidoglio, in via Musinè.
Dopo la laurea, Luigi passava un anno a Firenze, alla scuola di applicazione di sanità militare, svolgendo poi il servizio di ufficiale medico presso il 54° Reggimento di fanteria.
Nominato dal Vescovo di Novara, Mons. Giuseppe Gamba, presidente diocesano della Gioventù di Azione Cattolica, carica durata tre anni, istituiva una scuola di formazione per propagandisti, organizzava le annuali giornate di studio per i dirigenti di Stresa, nel magnifico collegio dei Rosminiani, convegni di giovani della diocesi, pellegrinaggi all’isola di S. Giulio e altrove, spesso vivificati dalla presenza di Mons. Giandomenico Pini, il noto assistente della Fuci. Nel 1930, nel primo decennio della Federazione novarese, pubblicava insieme a Giulio Pastore, dirigente diocesano, il libro <<Gioventù pura>> dedicandolo al Papa Pio XI, che definiva la Gioventù <<pupilla dei suoi occhi>> e che in un discorso del 1929 aveva detto ai giovani cattolici <<Voi siete Noi e Noi siamo Voi>>.
Nel 1932 il Cardinale Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, invitava Gedda, allora aiuto della clinica medica dell’Università, ad assumere la presidenza diocesana della Gioventù. Tra le molteplici iniziative promosse, ricordo la scuola di formazione. Fu una scuola peripatetica e cioè a sede mobile, spostandosi di domenica in domenica, dall’uno all’altro di quei luoghi dove l’opera di un santo poteva insegnare qualcosa a quelle anime giovanili ardenti e bramose di imboccare le vie dell’apostolato cristiano. Maestri della scuola furono Mons. Olgiati e Don Cojazzi. Tra gli oltre 60 allievi ci fu anche chi vi parla. Avevo conosciuto Gedda all’inizio dell’anno; frequentavo la facoltà di giurisprudenza ed ero il presidente del circolo giovanile di Moncalieri. Gedda mi fece cambiare facoltà, passando a quella di medicina. La scuola di formazione si concluse in agosto con tre giornate di ritiro al Santuario di S. Ignazio a Lanzo ed io venni nominato Delegato diocesano aspiranti.
Faceva parte del Consiglio diocesano anche Paolo Roasenda, professore al liceo di Pinerolo, diventato poi cappuccino col nome di Fra Mariano e di cui è in corso la causa di beatificazione; altro collaboratore di primo piano fu Valdo Fusi, autore di alcune riviste musicali, nelle quali si cantavano, non senza qualche spunto di bonaria ironia, le attività dell’organizzazione.
La gioventù cattolica, dopo le vicende del 1931, continuava ad essere vigilata dal regime. A Torino il telefono della federazione era controllato dall’Ovra che intercettò una conversazione tra Nino Badano, direttore del Giovane Piemonte e Aldo Guarina, dirigente diocesano, che avevano espresso critiche piuttosto piccanti sulla visita di Mussolini in atto a Milano.
Badano, subito arrestato, disse che aveva parlato con me ed io venni catturato a Pavia, dove stavo sostenendo un esame e condotto sotto scorta al carcere di Torino. Dopo qualche giorno la vicenda veniva chiarita. Io venni rilasciato, Badano fu mandato in confino a Cinquefrondi in Calabria, Guarina perse l’impiego bancario. Il Giovane Piemonte venne soppresso.
Nominato da Pio XI Presidente centrale della Giac, Gedda si trasferì a Roma, interrompendo, senza esitazione, la carriera universitaria. Egli succedeva all’avvocato napoletano Angelo Raffaele Jervolino, che era a sua volta, successore di Camillo Corsanego.
Prima di venire a Roma, Gedda passò alcuni giorni di ritiro all’Abbazia di Praglia insieme a Mons. Sargolini, Assistente centrale della Giac.
La sede della Gioventù era in Largo Cavalleggeri 33, in un palazzo che Pio XI aveva fatto costruire per l’Azione Cattolica nel 1931.
Qui aveva sede anche l’Unione Uomini, istituita da Pio XI nel 1922 e di cui era Presidente Piero Panighi, che a Milano aveva fondato, con Padre Gemelli e Armida Barelli, l’Università Cattolica.
Nello stesso palazzo c’erano la Presidenza generale con il Comm. Augusto Ciriaci, le Donne Cattoliche e una rappresentanza della Gioventù Femminile.
Nella Giac Gedda trovava due validi collaboratori: l’Ing. Zaccaria Negroni e il Rag. Emilio Giaccone, entrambi facenti parte della famiglia religiosa dei discepoli di Gesù, fondata a Marino dal Servo di Dio Mons. Guglielmo Grassi.
Negroni era delegato centrale degli aspiranti e Giaccone amministratore.
Negroni sarebbe poi diventato Sindaco di Marino, deputato, senatore e fondatore dell’Associazione Artigiani.
E’ in corso la sua beatificazione.
Gli succederà, come delegato centrale, Luigi Bellotti, proveniente da Milano.
Trovò inoltre Don Francesco Regretti, che Mons. Sargolini aveva ottenuto da Mons. Ridolfi, Vescovo di Vicenza e che si occupava della stampa. Tra gli altri collaboratori romani ricordo Sandro Carletti, Professore di Archeologia cristiana (delegato centrale studenti) e Ferdinando Storchi, poi fondatore delle Acli e deputato. Come Vice di Sargolini c’erano Don Italo Pignatelli e Don Albino Galletto.
Altri vennero da fuori, a cominciare da me che fui nominato Segretario centrale: in seguito Giulio Pastore (fonderà la CISL, diventando deputato e ministro), Dino Bertolotti (autore, con lo pseudonimo di Ridarella, di sapidi articoli). Chiamò inoltre Filippo Gangere da Reggio Calabria, Ildo Avetta da Torino, Emilio Colombo da Potenza (poi deputato, ministro e capo del governo).
L’ingegner Giuseppe Sodio era stato chiamato a Roma nel 1943 dal Centro Cattolico cinematografico per assumervi la direzione dei servizi tecnici.
Va inoltre ricordato Renato Sclarandi, che appartenne alla prima Consulta centrale studenti della Giac e venne ucciso nell’aprile del 1944 da una sentinella tedesca nel lager di Hammerstein, dove era stato trasferito, come ufficiale degli alpini dopo l’8 settembre 1943.
Dal 1934 al 1946 Gedda impegna la sua acuta intelligenza, la fervida fantasia e la forza trascinatrice del suo esempio, per galvanizzare la gioventù.
Con l’aiuto di esperti psicologi, egli precisa l’impegno educativo della Giac creando le specializzazioni verticali (aspiranti minori e maggiori, juniores e seniores) e orizzontali (studenti, lavoratori, professionisti).
Viene inoltre organizzata annualmente una campagna su argomenti di carattere formativo e spirituale, con riunioni centrali, diocesane e parrocchiali.
La prima campagna annuale si svolse nel 1935, sul tema <<la santificazione della festa>>. Ogni giorno iniziava con la consegna di una pubblicazione. Temi delle campagne successive: La vita parrocchiale del giovane – Forti e puri – Servite Domino in laetitia – La Santa Messa – Vivere la cresima – Verso la vita – Dio lo vuole – Cristo nel mondo del lavoro – La carità cristiana nella vita sociale – Salviamo il fanciullo – Formiamo l’uomo – Il cristiano e il mondo – La vita interiore – Il corpo mistico.
I relatori, religiosi e laici, erano specialisti dei temi proposti dalle campagne (ricordo Silvio Riva, Mario Casotti, Gesualdo Nosengo, oltre a Mons. Olgiati, D. Cojazzi, fr. Giocondo delle Scuole cristiane): Gedda teneva il discorso conclusivo, dando chiare indicazioni per lo sviluppo diocesano e parrocchiale.
I delegati diocesani aspiranti erano annualmente riuniti a Frascati nel collegio Salesiano di Villa Sora, mentre quelli degli studenti si raccoglievano nel collegio di Mondragone dei Padri Gesuiti. La sezione juniores iniziava la sua attività a Firenze presso il collegio dei Padri Barnabiti nel 1938: delegato centrale venne nominato il Prof. Alberto De Mori, veronese, allora insegnante in un liceo del Sud.
In un libretto intitolato <<Io, la guida>>, Gedda ne traccia le caratteristiche e la spiritualità del capo delegato, chiamato appunto con il termine di guida.
Analoga operazione farà nel 1942, pubblicando il libro del Senior per la specializzazione Seniores.


(Continua........)

 

 

da: Luigi Gedda, Operaio di Cristo

Ed. Orizzonte Medico,2003

di Agostino Maltarello

 

Per tornare alla Prima Pagina

Per tornare a "Storia"

Per tornare alla pagina precedente

www.societaoperaia.org