Nel 1936 nasceva il Vittorioso, periodico
settimanale a fumetti (tra i disegnatori il famoso Jacovitti) che uscirà
presto in centocinquantamila copie, con la direzione di Nino Badano
e poi di Domenico Volpi e la redazione di Righini.
Nel 1937 Gedda viene incaricato dal Papa, fatto che dimostra quanto
Egli stimasse il Presidente dei giovani, di comporre una divergenza
sorta tra i parrocchiani di Saint Rhemy, in Diocesi di Aosta e l’ordinario
diocesano.
La divergenza venne risolta da Gedda, al quale Pio XI consegnò
poi una sua fotografia con la dedica autografa: <<alla GMDAC (Gioventù
maschile di Azione cattolica) reduce da Saint Rhemy nella persona del
suo presidente centrale Prof. Luigi Gedda>>.
L’editrice Ave, promossa nel 1928 da Jervolino, viene ufficialmente
e legalmente costituita il 7 giugno 1935. Numerosi i libri pubblicati
in varie collane (Ascendere, Iride, il prisma, meditazioni, etc.). Eccezionali
i libri di Mons. Vannutelli (Sinossi dei Vangeli – Schemi di lezioni
su S. Pietro – Tutto S. Giovanni – Atti dei martiri –
Schemi di lezioni su S. Paolo) e di D. Cojazzi (S.Pietro alla scuola
di Gesù – S. Pietro primo vicario di Cristo).
L’editrice si occupò anche della diffusione del Vittorioso,
ad opera di Bartolo Paschetta, che per qualche tempo diresse la libreria
AVE, aperta in via della Conciliazione e tuttora operante.
In quel periodo la congregazione delle ancelle del Sacro Cuore, che
aveva sede in un grande edificio sulla via della pineta Sacchetti, con
annessa una chiesa prestigiosa, ritenendo il tutto non adatto alle sue
esigenze, ne fece dono al Pontefice. Pio XI decise di destinare l’ampia
proprietà alla facoltà di medicina dell’Università
cattolica, favorendo così l’aspirazione di Padre Gemelli
e del mondo cattolico. Diede perciò incarico a Gedda di predisporre
il progetto, cosa che egli fece rapidamente. Ricordo di aver visto numerose
carte e disegni redatti da un architetto. La cosa però non andò
avanti. La facoltà di medicina verrà inaugurata nel luglio
del 1964.
Pio XI concesse a Gedda 26 udienze private.
Del grande Pontefice ricordo la presa di posizione contro il regime
fascista, che nel maggio del 1931 aveva disposto la chiusura dei circoli
delle due Gioventù e quelli della Fuci. La reazione di Pio XI
fu di una grande forza e di una puntualità esemplare. Essa si
palesò con una singolare enciclica, scritta di suo pugno in italiano,
la <<Non abbiamo bisogno>>. Il governo fascista non diede
corso ai decreti di scioglimento e si accontentò di alcune modifiche,
come quella di cambiare il nome della Società della gioventù
cattolica italiana in Gioventù di azione cattolica, quella delle
tessere chiamate <<pagelle>> e quella di un distintivo unico
per tutta l’organizzazione.
Nel maggio del 1938, quando Hitler venne a Roma, Pio XI si trasferì
a Castelgandolfo, deplorando che la capitale fosse invasa da una croce
che non era quella di Cristo.
A Pio XI, morto nel 1939, succede il Card. Pacelli che assume il nome
di Pio XII. Egli conferma Gedda alla Presidenza della Giac e avrà
grande stima e fiducia in lui. Gli concederà 64 udienze private.
Scoppia la seconda guerra mondiale. Gedda viene richiamato in Sardegna
e ad Albenga. Nasce la frontiera gotica che divide l’Italia. Moltissimi
i giovani mobilitati tra i quali anche chi vi parla, inviato nell’aprile
del 1942 in Slovenia, presso il primo Reggimento Granatieri. Dopo l’armistizio
dell’8 settembre, venni catturato dai tedeschi presso le Tre Fontane
(San Paolo) e fatto prigioniero.
Trasferito in un istituto di Ostia, dove si trovavano già imprigionati
500 ufficiali, riuscii dopo alcuni giorni a fuggire, riprendendo la
mia attività alla Giac. Durante quel periodo era sorto in Vaticano
un ufficio informazioni che raccoglieva notizie sui soldati italiani,
prigionieri, malati, dispersi, nel quale lavoravano i dirigenti rimasti
a Roma, sotto la guida di Righini. Roma viene liberata il 4 giugno 1944.
Il 5 luglio Gedda fonda, con alcuni colleghi, l’Associazione Medici
Cattolici, di cui sarà presidente fino al 1976.
Nell’Ottobre del 1946 viene nominato Presidente Centrale degli
Uomini di Azione Cattolica.
Come assistente nazionale ebbe accanto a sé Mons. Fiorenzo Angelini,
che succedeva a Mons. Ferdinando Riveda, secondo assistente dell’unione
(il primo era stato Mons. Tardini).
Alla Giac gli succede Carlo Carretto; Gedda gli dedica il libretto <<Addio
Gioventù>>, scritto di getto e dal quale traspare il suo
amore per i giovani, cui aveva destinato per tanti anni le sue energie.
<<Addio, gioventù – concludeva – Possano i
tuoi canti accompagnarmi un giorno, quando passerò non attraverso
le frontiere dell’organizzazione, ma attraverso le frontiere del
tempo, verso le incommensurabili grandezze dell’eternità.
Mi auguro di risentire allora le note e le parole di quei canti. Mi
sembrerà di essere ancora, come in questi anni che si chiudono,
fra i miei giovani, fra queste anime che ho tanto amato. Dirò
a me stesso, in quel supremo istante: “E’ la gioventù
che ritorna… la mia gioventù”.
E sentirò di presentarmi, più fiducioso, a Dio>>
Colla ripresa della vita democratica, risorgono i partiti e si tengono
le elezioni dopo il referendum, col quale si sceglie per il Paese la
costituzione repubblicana.
Nel 1947, ricorrendo il 25° dell’Unione Uomini, si tiene a
Roma un convegno, al quale partecipano 70.000 iscritti. Pio XII li riceve
in Piazza S. Pietro, pronunciando un altissimo, impegnativo discorso,
detto dell’arcobaleno che in effetti comparve in cielo, dopo la
pioggia.
Il convegno, preparato con quella precisione organizzativa di cui Gedda
aveva già dato molteplici prove, fu come l’epifania dell’organizzazione,
che si rivelò all’esterno in tutta la sua ricchezza di
energie e di slancio apostolico. Ed agì anche come un potente
tonico per tutto il mondo cattolico, che si preparava ad assumere le
più gravi responsabilità nel campo sociale e politico,
impegnando gli uomini migliori, che uscirono in grande numero –
giova ricordarlo – proprio dalle file della Azione Cattolica.
Quel convegno servì infatti anche di preparazione remota alle
elezioni politiche del 1948, nelle quali la DC colse un grandioso successo.
Nel suo discorso, dopo aver esortato gli uomini ad essere larghi di
cuore e a non restare su posizioni di difesa, ma ad avanzare a nuove
conquiste, Pio XII parlava della pace, dicendo le frasi seguenti, che
consideriamo profetiche: <<Servire la pace è servire gli
interessi del popolo, specialmente degli umili e dei diseredati. Servire
la pace è servire la giustizia. Servire la pace è salvare
la civiltà. Servire la pace è preservare la famiglia umana
da inenarrabili nuove sventure. Servire la pace è sollevare gli
spiriti al cielo e strapparli dal dominio di satana. Servire la pace
è attuare la legge sovrana di Dio, che è legge di bontà
e di amore>>.
Il partito comunista, che aveva ottenuto nelle prime elezioni una notevole
adesione, si preparava a conquistare il potere in quelle del 1948. Il
Papa preoccupato,chiede a Gedda di collaborare con la Democrazia Cristiana.
Non potendo l’Azione Cattolica come tale, occuparsi del problema,
Gedda inventa il Comitato Civico, al quale partecipano tutte le organizzazioni
cattoliche.
Il 18 aprile la DC ottiene la maggioranza per la Camera e il Senato
e si costituisce il governo presieduto da De Gasperi.
Grato per il contributo offerto alla DC dal Comitato Civico, De Gasperi,
che Gedda aveva sempre ammirato come sapiente politico e come cristiano
esemplare, regalò a lui e a Mons. Angelini un orologio d’oro.
Nel settembre del 1949 si svolge a Roma il IV Congresso mondiale dei
medici cattolici, con la partecipazione di ottocento professionisti
provenienti da trenta paesi. Pio XII li riceve a Castelgandolfo pronunciando
un importante discorso, nel quale esponeva la dottrina della Chiesa
sul tema, agitato in quel periodo, della fecondazione artificiale.
In seguito, Gedda viene nominato Vice presidente generale dell’Azione
Cattolica in aiuto al Presidente avvocato Vittorino Veronese.
(continua.............)