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Quattro testimonianze -----------------------------1
<<Sono dieci
anni che nel mio portafogli, custodito da una bustina di cellofan, v'è
una piccola, modesta immagine raffigurante il "Bonus Pastor",
riproduzione di un disegno delle Catacombe di San Callisto, del III secolo.
Niente di speciale
in sé, povera cosa vista con occhio profano. Ma essa assume un
valore simbolico altissimo, caro al mio cuore ed al cuore di tanti fratelli
che hanno avuto dal Divino Operaio una particolare vocazione: quella di
consacrarsi a Lui, nel mondo, secondo gli insegnamenti del Suo soffrire
ed amare Getsemanico.
Leggo nel retro
dell'immagine una data: 3 settembre 1942, ore 17: una data che non esito
a definire storica.
Poi, più
sotto, undici firme, incerte che lasciano
intravedere l'emozione del momento. Eccole: Luigi,
Carlo, Bertinotti (il povero Beppe morto pochi
mesi orsono), Sabatini, Saletti, Mario (Visentini), Ferroglio, Testa,
Rigoletto (Pugi), Cossetti (che in seguito intraprese altra strada), e
la mia. Mancava materialmente quella di Agostino,
presente in ispirito, in quanto richiamato alle armi.
Era la data di
nascita della nostra cara e provvidenziale Società Operaia!
Era la data di
nascita del Simbolo Operaio!
Ed infatti quel
Simbolo che il cuore di Luigi, più che la bocca, ci dettò
con visibile commozione, noi scrivemmo nel retro dell'immagine del Buon
Pastore.
Erano state giornate
di trepidazione, quelle, di attesa, dense di speranze. Giornate di preghiera
intensa, di decisioni che avrebbero dovuto impegnare la vita stessa di
infinite anime!
Quanto ci sentiamo
indegni di tanta responsabilità! Solo ci sosteneva, nel Santo ardire,
il pensiero che il Signore spesso si serve anche di strumenti poveri ed
incapaci, per realizzare la Sua Volontà e le Sue Opere.
Dieci anni! Sono
passati dieci anni! Il primo esiguo numero di anime si è moltiplicato:
ed ora in quasi tutte le Diocesi d'Italia un Reparto di operai prega,
lavora, si ispira ai troppo dimenticati insegnamenti dell'Orante Getsemanico.
Come è stato
buono Gesù con noi! Avevamo fin da quel lontano 1942 ricominciato
a ripetere: "Mitte operarios in messem tuam". Ed alla lavorazione
di quei pochi, tosto si unirono altri, ed altri ancora...
Aveva ragione Luigi
di affermare fin da allora che l'idea operaia non era sua, non voleva
fosse attribuita a lui, ma a Gesù, da Lui stesso ispirata e voluta
con segni così evidenti di compiacenza e di benedizioni. Il cammino
che si presentava irto di difficoltà, ci fu pian piano spianato
e la Sua Volontà appariva sempre più chiara e precisa.
Proprio così,
perché era la Sua volontà che ricercavamo "Non mea
voluntas"
Sta qui, tutto
qui, il segreto della bontà dell'idea operaia: realizzare
la volontà di Dio in noi e fuori di noi.
Ecco il segreto
per tendere alla santificazione: essere docili alla Sua parola, umili
strumenti di grazia!
Dieci anni, Gesù!
Dieci anni durante i quali avrei dovuto ascendere il monte di Dio attraverso
la preghiera, la vita di pietà, l'esempio, per essere pronto a
ridiscendere l'altro versante e portare agli uomini la pienezza di un
cuore reso ardente dalla vicinanza con Dio...
Ed invece? Sono
rimasto alle prime rampe a guardare gli altri salire, salire, salire...
3 settembre 1942
- 3 settembre 1952!
Raccogliamoci in
preghiera, fratelli, e ringraziamo insieme il Divino Operaio. Sostiamo
per pochi minuti dall'assillo quotidiano del nostro lavoro e, alle ore
17 di mercoledì 3 settembre, recitiamo tutto il nostro Simbolo
Operaio!
Noi crediamo in
Dio Padre, in Dio Figlio, in Dio Spirito Santo....in Maria....E crediamo,
lavoriamo, amiamo col cuore ardente dei primi cristiani, secondo il bisogno
dell'ora che volge.... Signore: ti ringraziamo per la vocazione che ci
hai dato!>>
(A. Armani) (citato in DIARIO
- pro manuscripto - n. 3/4 marzo-aprile 1952)
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