Società Operaia
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Regolamento Reparto Operaio

  1. ll Reparto è l’unità operativa che attua lo Statuto. E’ il punto di incontro degli Operai di una Diocesi ed ha, a sua volta, come punto di riferimento la Presidenza della Società Operaia.
  2. Il Reparto fornisce ai suoi Operai il necessario alimento per la loro vocazione, per la cultura biblica ed ecclesiale ed un esempio concreto di fraternità. L’adesione alla S.O. si esprime, a norma dell’art. 5 dello Statuto, con domanda scritta da presentarsi al locale Capo R.O.D. L’allievo deve avere compiuto 18 anni.
  3. La struttura del Reparto è stabilita dallo Statuto approvato da S.E. il Card. Ugo Poletti il 13 giugno 1980 e approvata da S.E. il Card. Opilio Rossi con decreto del 19 marzo 1981. per essere riconosciuto come tale, il R.O.D. deve risultare costituito almeno da 5 Soci. Gli Operai isolati potranno aderire al R.O.D. ad essi più vicino.
  4. Il Consiglio di Reparto, rendendosi conto che i vantaggi offerti dalla vita comune dei religiosi, sono vissuti dall’Operaio nella propria famiglia con tutti i problemi che essa comporta, deve considerare la diversità ambientale che distingue un Operaio dall’altro e stabilire dei programmi operativi possibili a tutti. Il Consiglio di Reparto è eletto ogni tre anni dall’Assemblea degli Operai effettivi. L’elezione avviene per voto segreto a maggioranza semplice dei votanti. Gli Operai impediti possono votare per delega. Il Consiglio affida al proprio interno gli incarichi previsti dallo Statuto. Fanno parte di diritto del Consiglio gli ex Capi Reparto.
  5. Cardini del Reparto sono la periodicità mensile dell’incontro, il programma devozionale, formativo e informativo.
  6. Dove le residenze degli Operai coprono distanze ragguardevoli, può essere conveniente l’esistenza di Sotto-Reparti che servono per la pratica comune dell’ora Getsemanica del Giovedì e/o per incontri fraterni programmati dal Consiglio di Reparto.
  7. Il programma formativo di cui all’art. 5 deve essere attentamente impostato dal Consiglio di Reparto conforme alle attualità della vita ecclesiale scegliendo di anno in anno l’argomento di maggiore necessità per la Chiesa e come relatore un competente sacerdote diocesano (per esempio, l’Enciclica m<<Veritatis splendor>>, la lettera alle famiglie del Papa Giovanni Paolo II, ecc.). La trattazione limpida ed esauriente, prevede la discussione fra i presenti e la conclusione del relatore.
  8. L’informazione, compito del Capo Reparto o di chi per lui, serve a illustrare quanto viene comunicato dalla presidenza o trattato dai suoi periodici (Tabor, Bisogna Agire), le notizie riguardanti il Reparto, gli Esercizi Spirituali a disposizione degli Operai, la partecipazione alla vita Diocesana e, nel caso, alla vita politica, la segnalazione delle pubblicazioni utili prodotte dall’editoria con i chiarimenti necessari, ecc.
  9. All’incontro mensile del Reparto partecipano gli Operai effettivi, gli apprendisti e gli Allievi. E’ augurabile che ogni Reparto promuova una <<Sezione Giovanile>> di pre-Allievi considerando che il <<salto generazionale>> è oggi più manifesto che in passato. A tal fine il Consiglio di Reparto incarichi un Operaio <<efficiente>> di avviare e aver cura della Sezione Giovanile che dovrebbe svolgere un programma formativo e informativo contemporaneo ma diversificato rispetto a quello prima descritto.
  10. Il Consiglio di Reparto per il collegamento operativo necessario può servirsi di una Circolare Mensile trasmessa per via postale, come già utilizzata da molti reparti in modo eccellente. Il Consiglio di Reparto invia alla Presidenza nazionale, entro il 31 gennaio di ogni anno, l’elenco aggiornato dei propri soci, accludendo ad esso le domande di adesione dei nuovi allievi.
  11. Il padre Spirituale del Reparto, nominato dall’ordinario della Diocesi, su proposta del Consiglio di Reparto, opera come Consigliere Spirituale di ogni Operaio, Apprendista, Allievo, pre-Allievo e si tiene a disposizione di ciascuno per avviarlo alla Spiritualità Getsemanica. Il Padre Spirituale fa parte del Consiglio di Reparto a titolo personale.
  12. Sarebbe certamente gradita dal Signore la ripresa del R.O.S.A. (Reparto Operaio Soci Ammalati) praticato da un volontariato di Operai e Operaie del Reparto che si impegnano a visitare ed assistere confratelli del Reparto ed eventualmente altri degenti in casa propria o in ospedale.
  13. Il socio ha il dovere di corrispondere annualmente la quota associativa che dà diritto a ricevere TABOR e le circolari e lettere periodiche. La quota globale annuale quando riguarda due coniugi Operai non cambia, ma deve essere denunciata con la formula <<vale per due>> altrimenti l’anagrafe della società Operaia risulta alterata.

Roma, 30 marzo 1994

 

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La Società Operaia è un’organizzazione di laici che intendono consacrare la propria vita alle Opere di apostolato di cui la Chiesa ha bisogno nel tempo presente.

Lo scopo: preparare i suoi membri allo sviluppo di tale programma, avviandoli alla ricerca della perfezione cristiana e ad una maggiore conoscenza delle cose di Dio, in clima di carità, di giustizia e di zelo.

Possono appartenere alla Società Operaia anche gli Ecclesiastici nella loro qualità di formatori delle anime (Direttori Spirituali, assistenti ecclesiastici, ecc.), quando ne abbiano ottenuto il permesso dai loro Superiori.

Lo spirito informatore della Società trova la sua espressione nella preghiera/simbolo


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